
ERRORI DI STAMPA
Promossi e bocciati
In una delle millanta vignette di Charlie Brown, Lucy chiede al cane Snoopy: “Cos’è che non sopporti?”. E Snoopy, sdraiato come sempre sul tetto della sua casetta: “Quelli che stanno fermi e ti dicono come correre”.
E’ una categoria molto affollata. Il mondo è pieno di gente che sta ferma e ti spiega come devi correre. Mauro Berruto, ex-CT della Nazionale di Volley e oggi deputato, ebbe a dire: “Sport e politica hanno un grande punto in comune. In tutti e due i settori c’è un mare di gente che DOPO una sconfitta ti dice cosa avresti dovuto fare per vincere”. In realtà è pieno di gente che te lo dice anche prima. Soprattutto i giornalisti, che te lo dico a fa.
Il primo esempio che mi viene in mente è datatissimo, ma sapete com’è. Episodio raccontato da Giovanni Lodetti, all’epoca centrocampista del Milan. Mondiali di Calcio del 1966 a Londra, Lodetti era uno dei 22 azzurri. “Gianni Brera e Gualtiero Zanetti (NdE: i due giornalisti sportivi più influenti in quegli anni) facevano arrivare al CT Edmondo Fabbri i “pizzini” con la formazione, pretendendo di essere ascoltati. Fabbri decideva di testa sua (NdE: e ci sarebbe mancato altro…), ma la cosa lo destabilizzava. Più quelli gli suggerivano gli undici da schierare, più lui andava in confusione”.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Molto più recentemente, ricordo una conferenza-stampa di Simone Inzaghi da allenatore dell’Inter. Giornalista: “Mister, le dobbiamo chiedere scusa. Abbiamo scritto che dovevano giocare Francesco, Giovanni e Pasquale. Lei invece ha fatto giocare Giuseppe, Mario e Nicola e l’Inter ha vinto. Aveva ragione lei”. E Inzaghi, a mio avviso pessimo comunicatore, con la voce sicura come quella di uno studente che va all’interrogazione senza aver aperto libro: “Sa, il nostro lavoro è fare delle scelte, a volte ci prendiamo a volte no”. Ma benedette le anime sante, ma che risposta è? Quello ti mette su un piatto d’argento la possibilità di annientarlo e tu la sprechi così?! Io avrei risposto: “Non devi mica scusarti. Avresti dovuto farlo se per me i tuoi suggerimenti avessero valore. Ma tu puoi scrivere quello che ti pare, anche che devo far giocare il portiere in attacco. Io manco ti leggo”.
Rino Gattuso allenatore del Napoli, stagione 2020-21. Il sito web “Il Napolista”, molto seguito, scrive: “Mister Gattuso ha uno strano modo di rapportarsi con i giornalisti. Ha come l’aria di dire: io sono Gattuso, un Campione del Mondo, e voi non siete un caxxo”. Ora, tolto che faccio fatica a immaginare Gattuso con un livello così alto di puzza sotto il naso. Tolto che uno può andare alle conferenze-stampa con tutta la buona predisposizione di questo mondo, ma quelli alla terza domanda scema te la fanno passare. Ma se anche fosse, dov’è l’errore? Chi ha vinto i Mondiali del 2006 da titolare con l’Italia, il direttore de “Il Napolista”? E chi invece sta fermo però ti spiega come correre, Gattuso?
Su questo tema ho tanti episodi che mi riguardano, ma quelli me li tengo per il libro (Ops! Spoiler…). Qui, visto che stiamo parlando di calcio, affido la chiusura alle parole di Carlo Petrini, tratte dal suo libro “Senza maglia e senza bandiera” del 2004. Scriveva Carlo: “I giornalisti fanno i maestrini e si divertono a dare voti e votacci come caxxo gli gira. Non si sa chi li abbia promossi ‘docenti’: molti non sono più neanche in grado di fare una corsetta, altri non vedono a 5 metri, poi ci sono quelli che non hanno toccato un pallone nemmeno da ragazzi. Eppure promuovono e bocciano senza appello. Sarebbe ora che anche i calciatori dessero i voti ai giornalisti. Ce ne sono certi che alla quinta riga ti addormenti, altri che fanno interviste sceme, altri ancora che trasformano un sassolino in un macigno. Per non parlare di quelli che vogliono influenzare le trattative di mercato e si legano a qualche carro per interessi di carriera”.
In realtà gli sportivi i voti ai giornalisti li danno e come. Solo che restano segreti.
