Ho visto e sentito Lou Carnesecca al clinic di Firenze del 1985. Ero un pivellino, rimasi “encantado”. Parliamo di un allenatore leggendario, che all’epoca aveva 60 anni ed era un mito vivente. Eppure, a colpirmi non fu la profondità del suo sapere. E nemmeno l’alone di celebrità che lo circondava.

Mi stupì anzitutto che uno yankee nato a New York parlasse italiano così bene, tanto da rendere inutili le cuffiette per la traduzione simultanea. E’ vero, “Lou” era l’americanizzazione di Luigi, e suo padre Alfredo arrivava da Pontremoli, in Toscana. Ma i “paisà” in genere non vanno molto d’accordo con grammatica e sintassi.

E poi mi innamorai della sua incredibile potenza comunicativa. Coach Carnesecca creava un clima di attenzione che niente e nessuno al mondo avrebbe potuto turbare. Era coinvolgente, magnetico, c’era come un filo invisibile che lo legava ai 1.200 allenatori in ascolto. Ricordo perfettamente come si arrampicava sulle transenne a bordo campo, per parlare più da vicino con la platea e stabilire un feeling ancora più profondo. Immaginai i suoi uomini di St. John University, che avevano il privilegio di ascoltarlo in spogliatoio.

“Gli Strani” di solito non indulge a recensioni. Ma è proprio per il gran ricordo di Lou che parlo volentieri di un libro scritto da Lorenzo Mangini. Il volume si intitola “Lou Carnesecca, da Pontremoli a New York”. E’ un viaggio affascinante nella vita di un uomo che non ha mai dimenticato le sue radici. L’autore parte col descrivere i legami familiari del grande Lou. Poi racconta le tappe della sua carriera. E infine riporta le testimonianze dirette di molti allenatori e campioni che hanno condiviso con lui parte del cammino. Alla fine di ogni capitolo c’è la traduzione completa in inglese, l’appendice contiene cifre e personaggi del basket americano. Ciliegina sulla torta, nell’opera sono inseriti dei VCode “aperti” con immagini e video.

E’ un libro di basket, ma anche di persone e sentimenti. Che, per citare coach Carnesecca, quando il tabellone è spento sono le cose che contano di più.  

Carnesecca, il libro

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