Dusko. Il brusco

Il suo sorriso in realtà è un ghigno. L’espressione del volto mi ricorda Freddy Krueger, quello di “Nightmare”. Negli ultimi anni poi, quel grottesco codino ha contribuito a renderne l’aspetto ancora più inquietante. Dusko è Dusko, una sbarra d’acciaio che si spezza ma non si piega. Dusko Ivanovic, il sergente. Anzi: il generale Ivanovic. Vorrei riuscire a cucirmi addosso il suo celebre motto, che è anche il credo delle sue squadre: “La fatica non esiste”.

Ascoltai un suo clinic a Cervia alla fine degli anni 90, credo. Mi stupì: era affabile, persino empatico. Non sembrava la carogna che è quando sta in campo coi suoi uomini. L’argomento era “Difesa sul pick n’roll”. Dusko il Brusco illustrò con grande metodo e sapienza didattica tutte le possibili opzioni, dettate dalle caratteristiche di attaccanti e difensori. Poi concluse: “Tra 10 anni tutto quello che vi ho detto sarà carta straccia, perché in futuro contro il pick n’roll si farà esclusivamente cambio”. Fu buon profeta solo fino a un certo punto, ma dimostrò visione. E’ quello che distingue i buoni allenatori dai fuoriclasse.

La sua vicenda alla Virtus Bologna conferma la tempra dell’uomo. Campione d’Italia nel 2025, primo in classifica quest’anno, esonerato a fine marzo per aver rotto i rapporti con “cavallo pazzo” Carsen Edwards. Aveva detto ai dirigenti: o via lui o via io. Considerando certi numeri da circo di Edwards, è già tanto che Dusko non gli abbia messo le mani addosso. Ma su coerenza e dignità non poteva fare sconti. Visto che la frattura era insanabile, Bologna ha mandato via Dusko. Il coach dello scudetto. Contenta Bologna, contenti tutti. 

I suoi allenamenti sono lunghi e faticosi, terribilmente intensi, durissimi. La disciplina e la cura dei dettagli sono maniacali. Un’altra delle sue massime suona così: non esistono problemi, solo soluzioni. E’ per questo che non perde mai il controllo. Lucidità, tranquillità, fermezza. Un capo. Per scimmiottarlo, al massimo potrei farmi il codino come lui. Ma ridiventerei immediatamente single. Il prezzo è troppo alto.

Dusko. Il brusco

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