
PUNTI DI VISTA
B2, presa in giro(ni)
Aldo Giordani su Superbasket non faceva sconti. “Chi ha partorito questa riforma”, scriveva, “deve essersi seduto al tavolo delle riunioni ubriaco”. In effetti sembra che all’epoca alcuni dirigenti della FIBA facessero largo uso di superalcolici. Ora io non voglio dire che chi ha deciso la composizione dei gironi di B Interregionale lo abbia fatto dopo abbondanti libagioni. Sappiamo tutti che certe scelte della FIP si basano su criteri esclusivamente “politici”. Ma sono criteri che offendono il buon senso.
Punto primo: i gironi sono sei, dei quali quattro da 15 squadre ognuno, poi uno da 14 e uno da 16. Mai successo, mai vista una roba simile. Gironi da 15 significa turno di riposo (ogni settimana una non gioca) e classifica “zoppa”, perché le squadre di volta in volta non hanno lo stesso numero di partite. Può capitare per uno dei raggruppamenti, non per quattro su sei. Poi però il girone E è da 16 e il girone F è da 14. Spiegatemela voi perché io non ci arrivo.
Per evitare questo guazzabuglio, sarebbe bastato ripescare solo quattro delle 10 Società che hanno fatto domanda. Sarebbero venuti fuori sei gironi da 14. Invece le 10 “naufraghe” sono state riprese a bordo tutte. Pensate: a fine stagione si scatena l’inferno dei playout, gli spareggi sono drammatici, la lotta è durissima. Alla fine chi si salva è felice, chi retrocede piange. Ma un mese dopo o giù di lì la Fip dice: abbiamo scherzato, vi ripeschiamo tutte. Quindi chi ha sputato sangue per salvarsi e c’è riuscito ha solo sprecato soldi ed energie. Non ditemi che non c’è dietro la volontà di accontentare Tizio o Caio, perché non sono nato ieri.
Ma questo è ancora niente. il caso più clamoroso è quello della Air Basket Termoli, unica squadra molisana di B2. Senti che storia: il girone E include quattro marchigiane (quelle più a sud) e due abruzzesi. Poi dall’Abruzzo si passa direttamente… alla Puglia! Cioè, Termoli è stata saltata a piè pari, come se sulla cartina non esistesse. Incomprensibile, altre definizioni non mi vengono. E dove l’hanno sbattuta la sventurata Termoli? Nel girone F, con Campania, Calabria e… Sicilia! A Termoli sono incazzati neri e hanno ragione. “Siamo stati trattati come l’ultima ruota del carro”, dicono, “abbiamo smosso mari e monti ma non c’è stato nulla da fare”. Così la Air Basket, invece di giocare con le abruzzesi e le pugliesi, dovrà sciropparsi 5 viaggi nell’isola: Messina, Barcellona, Ragusa, Milazzo, Gela.
Per rendere l’idea: se la squadra parte da Bari dovrà fare le trasferte in giornata (Odissea scansati proprio). Se parte da Pescara, torna a casa il… mercoledi. E non parliamo dell’esborso finanziario.
Un‘altra che schiuma rabbia è la Virtus Imola, che come miglior classificata tra le retrocesse dalla B1 aspirava al ripescaggio. Invece in B1 è stata ammessa Reggio Calabria, la prima delle non promosse. I quintali di carta bollata prodotti da Imola? Fino ad ora inutili. Ma la Virtus non si arrende e ha presentato l’ennesimo ricorso (d’urgenza), stavolta addirittura al Collegio di Garanzia del Coni.
La perla finale è quella delle squadre umbre. Terni e Val di Ceppo stanno insieme nel girone D, col nord delle Marche. Normale? No, perché si creano situazioni logistiche ai confini della realtà. Per esempio: per andare in trasferta nelle Marche, Terni deve passare da Matelica. Ma non ci gioca contro. La stessa Matelica non è nello stesso girone delle due squadre di Jesi, che distano meno di mezzora di strada, ma deve andare in trasferta a Brindisi e a Nardò. Vabbè.
Cosa c’è dietro tutti questi pasticci? Un intreccio pazzesco di interessi, favori, giochi di potere. Ci sono due o tre Comitati Regionali Fip, in Italia, molto molto potenti. Così potenti che i gironi praticamente se li scelgono. E chi se ne frega degli altri.
Sai che c’è? erano meglio i “tromboni” della FIBA perculati dal Jordan. Almeno dopo aver bevuto dovevano essere allegri. Questi qui invece sono proprio tristi.
