L’allenatore cosa fa

Ma l’allenatore, di preciso, che fa? Lo sanno in pochi. Ma lo sanno fare meglio di te. Allenare è un mestiere tremendamente complicato. Così complicato che il tuo vicino di casa, il tuo fruttivendolo, il giornalista che segue la tua squadra e l’insegnante di tuo figlio sono convinti di saperne più di te. Fin qui poco male. Il problema è che anche il tuo presidente è convinto di saperlo fare meglio di te. Peccato che non ha tempo, altrimenti la squadra se la allenerebbe da solo.

SUL CAMPO – Non potete capire quanta gente è convinta che il lavoro sul campo conti poco. Non potete capire. Che sarà mai: un po’ di “ginnastica” fatta dal preparatore atletico, quattro esercizi ma tanto ci pensano gli assistenti, le partitelle per provare gli schemi. Non parliamo poi del calcio, dove molti riducono tutto a “fare la formazione”. Sembra quasi che l’allenatore faccia un lavoro da scrivania. In realtà una squadra di basket professionistica sul campo ci passa la settimana, lunedi escluso. Martedi doppio allenamento. Mercoledi (forse) uno. Giovedi ancora doppio. Poi venerdi, sabato mattina e la seduta di tiro della domenica. Al mattino sala pesi e lavoro individuale distinto per ruoli. Il pomeriggio tecnica e tattica di squadra: difesa, contropiede attacco. E il lunedi? Ah, quello serve al coach e agli assistenti per studiare i filmati, mica si può lavorare sempre la notte. Il tutto scrupolosamente programmato secondo criteri di metodologia dell’allenamento e sequenze didattiche. Un lavoraccio.

LA TECNICA – Poi però, come sempre, ci sono le cose come dovrebbero essere e come sono realmente. Prendiamo la tecnica.

Piano d’allenamento: all’inizio fondamentali. Arresti, partenze, virate, uso del perno. Dai no, ma che palle, vogliamo giocare 5 contro 5…

Domattina alle 9 pesi, a seguire lavoro sul campo. Coach, nothing personal but… I don’t like practice in the morning!  

Vedrai che la voglia ti viene, domani è un altro giorno. Mmm… new day, same shit!

LA TATTICA ­- Ritenta, sarai più fortunato. Vai con la tattica. Piano partita: sul loro pick ‘n roll facciamo show e anticipiamo le due sponde più vicine. Si, nei sogni. Il controbloccante esce in ritardo e fa fallo, in compenso le sponde erano libere.

Riunione video sugli avversari. Vedi? Lui è bravissimo a fare “curl”, quindi sui blocchi non inseguiamo ma tagliamo. In partita: al primo blocco inseguiamo. Bestemmie. Secondo blocco: i fenomeni fanno cambio. Che dio li stramaledica. No, meglio: che li fulmini.

Time out. Mancano 18” alla fine, arriviamo fino in fondo e facciamo noi l’ultimo tiro. Tizio spara da 3 dopo pochi secondi, ferro, la prendono loro, contropiede, 3-2-1… canestro! Sirena.

Ma allora sei un coglione! Coach, ero libero… Bravo, fatti due domande. Se eri libero un motivo ci sarà.

L’ATLETICA – Guarda che ti vedo. Stai facendo meno ripetizioni. Sto rompicazzo. Ma guarda sempre me?

Devi sprintare fino alla linea di metà campo, non due metri prima. Eeeeh, dobbiamo giocare a pallacanestro, mica fare le Olimpiadi!

I RAPPORTI COL CLUB – Abbiamo bisogno di un terzo lungo affidabile. Quindi poi lottiamo per vincere?  

No, semplicemente rendiamo la squadra più equilibrata. Ah, bè. Ti pareva. Allora facciamo così: prendiamo un tiratore. “Quel” tiratore.

CHI? Oooh, no! Il folle? Così gli equilibri li mandiamo a puttane, in campo e in spogliatoio! Pronto, procuratore? Si, vogliamo il folle.

LA CONFERENZA STAMPA – Ti prego, già sono incazzato come un toro, almeno fa che non mi facciano domande sceme. Le domande? Come nel film: sceme e più sceme.

I SOCIAL – Non li leggo. Servirebbe solo a farmi il sangue cattivo. #coachOUT!

Non ci casco. Non leggo. Solo chiacchiere da bar. Non capisci niente! Perché hai messo Rossi in quintetto! Dovevi fare  la zona! Giochiamo di un male unico!

Vabbè per curiosità 2-3 commenti li ho letti. Oh, ce ne fosse uno che ci capisce qualcosa. VATTENEEEEE! Te ne devi andare!

LA NOTTE – Mmm. Quella macchia sul soffitto ieri non c’era. O si? Mah. L’importante è che domenica vinciamo. Tanto s’è capito, anche stanotte si dorme domani.

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