
PUNTI DI VISTA
Dietro la facciata
A scanso di equivoci, sulla “Head” c’è scritto a chiare lettere: “Il basket com’è, non come dovrebbe essere”. Un conto è la facciata perbenista, altra cosa è la realtà. In un mondo perfetto, le cose andrebbero quasi sempre come nelle frasi qui sotto scritte in “bold” (grassetto). Nel mondo reale, le cose stanno quasi sempre come nelle frasi in corsivo. Nessuno sforzo di fantasia, sono tutte situazioni che ho vissuto in prima persona. Pronti? Via.
“Il gruppo è valido, non lo dobbiamo smantellare”.
Facile a dirsi. Poi ci sono i procuratori amici del diesse, i raccomandati, il nipote del cugino dello zio, gli affari dove si può fare la “cresta”, le mancette varie. Risultato: otto dodicesimi cambiati, squadra stravolta.
“L’importante è prendere giocatori compatibili tra loro per caratteristiche tecniche”.
Certo, come no. Doppioni in alcuni ruoli. Altri ruoli scoperti. Chimica difettosa. Per accontentare il dirigente tizio e lo sponsor caio, la squadra viene fuori senza capo né coda.
Giornalista spina nel fianco: “Questo è un Club privo di visione, che vive alla giornata, che spende male i suoi soldi, che non pianifica. Senza programmazione non si va lontano”.
La soluzione è semplice: “Assumete quello scribacchino come addetto stampa e mettetelo a libro paga, così la pianta di darci addosso”. Fatto. Sparite le critiche.
Presentazione della squadra: “Siamo più forti dell’anno scorso, puntiamo ai playoff!”.
Il Presidente al coach: “Si lo so che ci siamo indeboliti. Ma bisogna ricreare entusiasmo in città. Tu comunque stai sereno”.
Dopo una sconfitta: “La Società rinnova piena fiducia al coach”.
Perde quella dopo: esonerato.
Comunicato ufficiale del Club: “Dopo una lunga e attenta riflessione, abbiamo deciso di sollevare il coach dall’incarico. E’ stata una decisione molto sofferta”.
In riunione: “Finalmente ci siamo liberati di quello stronzo, è dal girone di andata che volevo cacciarlo. Eppure gliel’ho detto in tutte le lingue quello che doveva fare. Ma lui niente, testardo come un mulo”.
Nel time out: “Cambiamo lato alla palla, poi attacchiamo i close-out. Penetra, scarica, extrapass. Fluidità, mai palla ferma”.
In campo: “Datemi sta cazzo di palla e toglietevi di mezzo, ci penso io”.
Intervista al Presidente: “Puntiamo molto sul settore giovanile, abbiamo 200 ragazzi, sono loro il nostro futuro!”.
La realtà: non ci sono palestre. Non ci sono orari. Gli istruttori delle giovanili sono scarsi. Oppure sottopagati. Oppure scarsi e sottopagati.
Stessa intervista: “Quest’anno lanceremo in prima squadra i nostri migliori talenti”.
Bé oddio,“ lanceremo”… Gigetto decimo, Luigino undicesimo e Anacleto dodicesimo. No, il terzo tempo di sinistro non lo sanno ancora fare.
Dichiarazione di intenti: “Lavoriamo in prospettiva, la ‘mission’ del settore giovanile è costruire giocatori”.
In realtà: diavolerie tattiche di ogni tipo, quello di 1,90 che gioca sotto, chi se ne frega dei fondamentali. Conta solo vincere.
Con la stampa: “Budget risicato, squadra giovane, quest’anno il nostro scudetto è la salvezza”.
In spogliatoio con la squadra: I playoff! Vogliamo i playoff! Non siamo inferiori a nessuno!
La teoria: il periodo più adatto per lavorare sul miglioramento individuale è il post-campionato.
La pratica: ultima giornata poi via, tutti a casa. Col cavolo che paghiamo un altro mese di stipendio.
Durante il mercato 1: “Abbiamo preso Bianchi. Si, viene da diverse annate deludenti, ma siamo certi che da noi possa rilanciarsi”.
Com’è andata veramente. Il procuratore: “Volete Rossi? Si può fare, ma solo a patto che vi prendete pure Bianchi”.
Durante il mercato 2: “Ho scelto questo Club perché mi ha convinto il progetto”.
Com’è andata veramente: era l’unica offerta che avevo.
Giocatore prima del raduno: “Non vedo l’ora di cominciare”.
Cosa pensa in realtà: “Dio che palle, non so che darei per un’altra settimana di mare. Ma questi perché cominciano la preparazione così presto?”.
Il Presidente: “Noi prendiamo solo ragazzi a posto, chi viene a giocare qui deve avere qualità morali e umane, non solo tecniche”.
L’allenatore: “I bravi ragazzi fateli sposare con le vostre figlie. A me datemi 10 figli di puttana se volete che vinca le partite”.
La presunta abilità del coach: prevedere cosa accadrà nella prossima partita.
La reale abilità del coach: dopo la partita, spiegare in modo convincente perché quello che ha previsto non è accaduto.

Mi fai rivivere tante situazioni 😂😭
Vero? Le dinamiche sono sempre quelle.