{"id":941,"date":"2025-05-21T12:49:40","date_gmt":"2025-05-21T12:49:40","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=941"},"modified":"2025-06-29T11:10:57","modified_gmt":"2025-06-29T11:10:57","slug":"le-mani-addosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=941","title":{"rendered":"Le mani addosso"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Le mani addosso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La colpa \u00e8 nostra. Voglio dire, di quelli che allenano -o hanno allenato fino a qualche anno fa, come nel mio caso- dalla B in gi\u00f9. Ci siamo inventati questa immagine, \u201cle mani addosso\u201d, per descrivere sinteticamente tutto quello che \u00e8 aggressivit\u00e0 difensiva. E la situazione ci \u00e8 sfuggita di mano. Non a tutti, eh? Ci sono quelli che sulle mani addosso hanno costruito una carriera. La situazione \u00e8 sfuggita di mano a quelli come me, a cui piace l\u2019aggressivit\u00e0 ma non il wrestling.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GRIDO D\u2019ALLARME<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da buon boomer, ricordo il grido d\u2019allarme lanciato da Gianni Menichelli (era un giornalista geniale, scomparso prematuramente) dopo gli Europei del 1973 a Barcellona. \u201cSe continua cos\u00ec -scrisse- i Marzorati e i Sergej Belov andranno a scopare il mare e sar\u00e0 tutto un fiorire di Edesko e Paulaskas\u201d. Ovvero: porte chiuse ai giocatori di classe e talento e via libera ai mazzolatori. Proprio in conseguenza di questa deriva da arti marziali, venne introdotta la regola dei falli di squadra. Ovvero, da un certo numero di falli in poi sono sempre due tiri liberi. Altrimenti squadre come l\u2019Unione Sovietica, con 2-3 giocatori forti e 9-10 fabbri intercambiabili (e quindi in teoria 36-40 falli da spendere senza uscire) potevano permettersi il lusso di randellare gli avversari impunemente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TACKLE SCIVOLATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa invece \u00e8 successa a me, l\u2019ultimo anno che ho allenato a livello senior. Prima di campionato, giochiamo in trasferta, a 4\u2019 dalla fine siamo +17. La squadra di casa, senza pi\u00f9 armi tecniche o tattiche efficaci, per tentare una rimonta disperata fa l\u2019unica cosa che si pu\u00f2 fare in questi casi: bagarre, caccia all\u2019uomo camuffata da pressing tutto campo, botte da orbi. Gli arbitri ingoiano letteralmente il fischietto, non chiamano pi\u00f9 nulla. Si girano dall\u2019altra parte persino quando uno di loro fa un vero e proprio <em>tackle<\/em> scivolato su uno dei miei (non scherzo, ho ancora il filmato), mandandolo a sbattere contro la panchina. Morale: andiamo ai supplementari, quelli decimati -incredibilmente- siamo noi, perdiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PACK LINE DEFENSE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019anno -coach Giorgio Salvemini se lo ricorder\u00e0, era lui che mi ispirava- volevo giocare <em>Pack Line Defense<\/em>, una difesa pi\u00f9 contenitiva che aggressiva, con l\u2019obiettivo di non subire penetrazioni al ferro e disinnescare il penetra e scarica. Ci avevamo lavorato tutto il precampionato, ma dopo quella incredibile sconfitta alla prima giornata cambiai idea in tre secondi. \u201cVogliono la guerra?\u201d, dissi alla squadra. \u201cL\u2019avranno\u201d. Facemmo una settimana di allenamenti feroci, il 5 contro 5 sembrava una tonnara. Alla seconda vincemmo in casa contro una delle favorite per la A2, saltandogli addosso (altro che contenimento) e aggredendoli senza piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL METRO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il punto era proprio quello: con un metro arbitrale cos\u00ec tollerante, incapace di distinguere i contatti che procurano un vantaggio illegale alla difesa da quelli che non procurano alcun vantaggio, rinunciare alle \u201cmani addosso\u201d non pagava. Era assai pi\u00f9 premiante perquisire il palleggiatore fin sotto la maglietta, stuprare il malcapitato che si avventurava in area, abbracciare vistosamente il tiratore per impedirgli di uscire dai blocchi, cacciare i gomiti in gola a chi ti contendeva un rimbalzo e cos\u00ec via. E gli arbitri? Generalmente incapaci di stroncare i primi accenni di gioco duro e quindi soggetti a lasciarsi sfuggire di mano la partita. Anche perch\u00e9, secondo me, c\u2019\u00e8 un tratto inconfondibile che distingue l\u2019arbitro insufficiente: ignora le randellate e fischia i sospiri. NB: lo spazio qui sotto, dove c\u2019\u00e8 scritto \u201cLascia un commento\u201d, serve a lasciare commenti. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le mani addosso La colpa \u00e8 nostra. Voglio dire, di quelli che allenano -o hanno allenato fino a qualche anno fa, come nel mio caso- dalla B in gi\u00f9. Ci siamo inventati questa immagine, \u201cle mani addosso\u201d, per descrivere sinteticamente tutto quello che \u00e8 aggressivit\u00e0 difensiva. E la situazione ci \u00e8 sfuggita di mano. 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