{"id":728,"date":"2025-04-27T15:44:59","date_gmt":"2025-04-27T15:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=728"},"modified":"2025-06-28T17:47:05","modified_gmt":"2025-06-28T17:47:05","slug":"ex-giocatori-gioie-e-dolori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=728","title":{"rendered":"Ex giocatori, gioie e dolori"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Ex-giocatori, gioie e dolori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per diventare allenatori, bisogna essere stati grandi giocatori? Oppure \u00e8 sufficiente aver giocato, anche se non ad alto livello? O pu\u00f2 diventare allenatore anche chi non ha mai preso un pallone in mano? Adesso sparo una decina di nomi. Prima gli italiani, come dice uno che non mi \u00e8 simpatico. Ettore Messina, Sergio Scariolo, Andrea Trinchieri, Charlie Recalcati, Luca Banchi. Oltreconfine: Zeliko Obradovic, Jasmin Repesa, Ergin Ataman, Sarunas Jasikevicius, Pablo Laso. Non ho usato nessun criterio, sono semplicemente i primi che mi sono venuti in mente. Cos\u2019hanno in comune questi 10 personaggi, oltre al fatto di essere tutti grandissimi allenatori? Nulla. Il punto \u00e8 cosa NON hanno in comune. Alcuni di loro, prima di diventare allenatori sono stati giocatori professionisti ad alto livello. Questa \u201ccategoria\u201d comprende Recalcati, Obradovic, Jasikevicius e Laso. Secondo gruppo: quelli che hanno giocato, ma a livello medio-basso, magari nelle categorie minori o solo a livello giovanile. Sono Messina, Repesa e Ataman. E infine quelli che praticamente non hanno mai calcato un parquet, se non da allenatori: Scariolo, Trinchieri, Banchi. Hai detto niente, tre top-coach.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VANTAGGI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le carriere di questi dieci allenatori dimostrano chiaramente che una regola non c\u2019\u00e8. Si pu\u00f2 arrivare ad allenare ad altissimi livelli anche senza un passato importante da giocatore, o addirittura senza alcun passato da giocatore. Per\u00f2 io ho la mia idea, come sempre. Ed \u00e8 questa. L\u2019ex-giocatore ha una serie di vantaggi clamorosi: 1) ha trascorso interi anni della sua vita sul campo, ha una dimestichezza e una confidenza con la materia che nessun corso\/libro\/filmato pu\u00f2 dare; 2) \u00e8 in grado di dimostrare efficacemente ogni movimento; 3) conosce le dinamiche dello spogliatoio, le reazioni dei giocatori, la loro psicologia e pu\u00f2 agire di conseguenza. E\u2019 vero, ha anche un paio di svantaggi: 1) corre il rischio di fidarsi troppo del suo vissuto da giocatore, ovvero tende ad applicare concetti a cui \u00e8 affezionato, ma non adatti alla squadra; 2) pu\u00f2 soffrire della sindrome \u201cai miei tempi\u201d, rifiutandosi inconsciamente di adeguarsi all\u2019evoluzione del gioco. Secondo me, i vantaggi sono superiori agli svantaggi e un passato da giocatore -posto che se ne faccia buon uso- \u00e8 una carta molto importante nelle mani di chi vuole allenare. Ma il punto non \u00e8 questo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREDISPOSIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E allora qual \u00e8? Il punto \u00e8 che s\u00ec, aver giocato aiuta molto, e infatti la categoria pi\u00f9 numerosa tra gli allenatori \u00e8 quella degli ex-giocatori; ma indipendentemente da questo, la qualit\u00e0 pi\u00f9 importante per allenare \u00e8 la predisposizione naturale a farlo. Altrimenti un Trinchieri o uno Scariolo non esisterebbero. E in passato non sarebbero esistiti Dan Peterson e Valerio Bianchini, mai stati giocatori, ma grandissimi esempi di leadership, autorevolezza, attitudine a guidare un gruppo.&nbsp; Capacit\u00e0 di imparare in fretta, abilit\u00e0 nel capire al volo le persone e le situazioni, credibilit\u00e0 nei rapporti, bravura nel motivare gli uomini, intuito nel riconoscere i terreni minati, conoscenza delle strategie di comunicazione, sono tutte cose che possono rendere un allenatore vincente al pari della tecnica e della tattica. A volte di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GREMLINS<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dice: ok., hai fatto il tuo bel sermoncino, possiamo essere d\u2019accordo oppure no, ma non hai detto nulla di pepato. Non eri tu quello che guarda dietro la facciata, che scopre gli altarini, che va controcorrente? E va bene, chiudiamo in bellezza. La categoria di allenatori che hanno giocato, ma non ad alto livello, \u00e8 numericamente in crescita. Questo perch\u00e9 nei settori giovanili dei grandi Club sono sempre pi\u00f9 numerosi quelli che smettono di giocare a 17 anni e cominciano ad allenare a 18, partendo come assistenti magari dell\u2019Under 14 o Under 15. Oh, sembrano fatti con lo stampo: giusto due-tre anni di tempo e assumono atteggiamenti da fenomeno, con una insopportabile puzza sotto al naso e ambizioni di arrivare ai vertici della piramide. Bianchini (ancora lui) molti anni fa questi qui li chiamava Gremlins, come i mostriciattoli di un famoso film. Ma non erano ancora cosi tanti. P.S.: chi si offende \u00e8 fetente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ex-giocatori, gioie e dolori Per diventare allenatori, bisogna essere stati grandi giocatori? Oppure \u00e8 sufficiente aver giocato, anche se non ad alto livello? O pu\u00f2 diventare allenatore anche chi non ha mai preso un pallone in mano? Adesso sparo una decina di nomi. 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