{"id":677,"date":"2025-04-13T14:49:29","date_gmt":"2025-04-13T14:49:29","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=677"},"modified":"2025-06-28T17:25:23","modified_gmt":"2025-06-28T17:25:23","slug":"basta-che-paghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=677","title":{"rendered":"Basta che paghi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Basta che paghi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Diceva Dan Peterson, un mucchio di anni fa: \u201cNon voglio guadagnare meno dei miei giocatori. Quando discuto un contratto, voglio sapere chi \u00e8 quello dei miei che prende di pi\u00f9. Dopodich\u00e9 pretendo che il mio ingaggio sia superiore, anche di poco ma superiore\u201d. Traduzione: in squadra non voglio nessuno che abbia un potere superiore al mio. A pensarci adesso mi viene da piangere. L\u2019allenatore che guadagna meno dei giocatori (e che ha meno potere) \u00e8 la regola, una specie di legge non scritta. Eppure quando si perde si cambia allenatore, non \u00e8 cos\u00ec? Equivale a dire che quello che influisce di pi\u00f9 sui risultati \u00e8 lui, quindi secondo logica dovrebbe guadagnare di pi\u00f9. Invece, cornuto e mazziato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>FINACCIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il furbo Dan la sapeva lunga, il suo intento era valorizzare il coach come figura centrale e come punto di riferimento nella vita del Club. Uno che non si limita ad allenare la squadra, ma sceglie i giocatori (compatibilmente col budget), concorda gli obiettivi con la Societ\u00e0, contribuisce a stilare la programmazione. E quindi guadagna in proporzione alle sue responsabilit\u00e0, visto che fa un lavoro qualificato, magari ha alle spalle anni di studio e di esperienza e svolge anche mansioni direttive. Una volta era cos\u00ec. Adesso? Adesso il coach \u00e8 spesso l\u2019anello debole, se piove \u00e8 colpa sua e per giunta guadagna meno dei giocatori. Che finaccia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SINDACATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si lo so cosa state pensando, voi 25. Gli allenatori se la sono cercata, nel senso che hanno accettato quasi supinamente la svalutazione del loro lavoro e non hanno mai avuto una vera coscienza di categoria. A cavallo tra gli anni \u201990 e il nuovo millennio sono stato fiduciario per l\u2019Abruzzo per L\u2019Usap, il sindacato degli allenatori. A una riunione dissi: ok, vanno bene i clinic, vanno bene le dispense, ma un sindacato dovrebbe occuparsi soprattutto di tutelare gli iscritti. Contratto-tipo, minimo salariale, versamenti pensionistici. Non si pu\u00f2 fare, mi risposero. Davanti a me era seduto Aldo Corno. Mi disse: \u201cIo che alleno la Nazionale donne e ho vinto 12 scudetti nella Femminile, per la Fip ho lo status da dilettante. Fa un po\u2019 tu\u201d. La riforma che ha introdotto la figura del lavoratore sportivo anche sotto alla serie A maschile \u00e8 arrivata 20 anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INELUTTABILE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo a bomba, come disse uno che andava a trovare Bonaccorsi. Cosa accade quando c\u2019\u00e8 un esonero? Il clichet \u00e8 sempre lo stesso. Si affilano un po\u2019 di risultati negativi, il clima si appesantisce, l\u2019allenatore diventa nervoso. E parte la spirale. Gli allenamenti perdono serenit\u00e0, il taglio aleggia nell\u2019aria, i giocatori se lo aspettano. Anzi, i meno leali LO aspettano. Non \u00e8 che non gli vada a genio quell\u2019allenatore l\u00ec. Per\u00f2 pensano: adesso lo mandano via, se ne perdiamo un\u2019altra \u00e8 andata. Cos\u00ec restano in attesa dell\u2019ineluttabile, senza reagire. Sotto questa cappa di piombo, solitamente arriva il capolavoro numero uno della dirigenza. Dopo due-tre sconfitte consecutive, va di gran moda scrivere in un comunicato che \u201cLa Societ\u00e0 rinnova la fiducia all\u2019allenatore\u201d. Un modo perfido e strisciante per indebolirne ancora di pi\u00f9 la posizione. Poi scatta il capolavoro numero due: mentre annunciano a reti unificate di sostenere il coach, i dirigenti convocano i giocatori pi\u00f9 autorevoli (ovviamente senza dir nulla all\u2019allenatore) e gli chiedono: che ne pensate di questo qua? Come vi trovate? Come reagireste in caso di cambio? Capirai. Se la \u201crinnovata fiducia\u201d \u00e8 in realt\u00e0 un modo subdolo per mettere in discussione la guida tecnica, dare ai giocatori la facolt\u00e0 di esprimere un giudizio \u00e8 il colpo di grazia. A quel punto l\u2019allenatore \u00e8 in balia degli eventi e non ha pi\u00f9 alcun potere. Altro che le teorie di Dan Peterson. Ciliegina sulla torta, dopo l\u2019esonero arriva il capolavoro numero tre. Si annuncia il provvedimento con un altro comunicato, che \u00e8 un concentrato di ipocrisia (lo ringraziamo per il lavoro svolto, gli auguriamo le migliori fortune, bla bla bla, ma figurati). Non basta: quel comunicato \u00e8 pure il trionfo della presa per il culo. Una delle formule pi\u00f9 utilizzate \u00e8: \u201cPaga anche colpe non sue\u201d. Apper\u00f2, non fa una piega! In quali altri lavori uno viene licenziato e \u201cpaga anche colpe non sue\u201d? Non me ne viene in mente neanche uno. Gli altri \u201ccolpevoli\u201d, invece? Vengono premiati? No, semplicemente \u201cNon hanno pi\u00f9 alibi\u201d. Aperta e chiusa parentesi: dei comunicati-fotocopia e degli uffici stampa che cucinano tutti la stessa minestra ne abbiamo gi\u00e0 parlato, vero? Eh ma ci torneremo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SCOSSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A proposito della stessa minestra. Un\u2019altra \u201cperla\u201d di solito \u00e8: \u201cC\u2019era bisogno di dare una scossa\u201d. In effetti \u00e8 vero, la scossa arriva. La novit\u00e0 stimola una reazione, il cambio di guida tecnica produce allenamenti pi\u00f9 intensi. Tutti che ci danno dentro e lavorano duro senza fiatare. C\u2019\u00e8 un solo problema. La scossa dura due settimane. Dimostrato. Matematico. Giusto il tempo di far scrivere ai giornali: \u201cTizio ha rigenerato la squadra\u201d. O il grande classico: \u201cLa cura-Tizio funziona\u201d. Poi, se la squadra ha problemi strutturali o di chimica, si sprofonda di nuovo nella mediocrit\u00e0. E aumentano le uscite. Un mio amico diceva sempre: tutto si pu\u00f2 fare, basta che paghi. <strong>(3. Fine)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta che paghi Diceva Dan Peterson, un mucchio di anni fa: \u201cNon voglio guadagnare meno dei miei giocatori. Quando discuto un contratto, voglio sapere chi \u00e8 quello dei miei che prende di pi\u00f9. Dopodich\u00e9 pretendo che il mio ingaggio sia superiore, anche di poco ma superiore\u201d. 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