{"id":546,"date":"2025-03-22T10:34:36","date_gmt":"2025-03-22T10:34:36","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=546"},"modified":"2025-06-28T17:10:00","modified_gmt":"2025-06-28T17:10:00","slug":"tra-due-fuochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=546","title":{"rendered":"Tra due fuochi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Tra due fuochi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiusura in bellezza. Nel sottolineare le difficolt\u00e0 che incontrano gli istruttori delle giovanili, potevo limitarmi a puntare il dito contro i ragazzi, la scuola e le famiglie? Certo che no, ce n\u2019\u00e8 per tutti. Per cominciare prendo in prestito una frase di Dino Zoff, si riferisce al calcio, ma il principio \u00e8 uguale: \u201c<em>Quando per giocare paghi, salta la legge del campo. Quella che il pi\u00f9 forte vince<\/em>\u201d. L\u2019ha detto Zoff, eh? Ora, io lo so perfettamente che le societ\u00e0 vivono con le quote versate dalle famiglie. E\u2019 con quelle che coprono le spese federali, con quelle pagano i compensi agli istruttori. Anche il mio. E so pure che la prassi di pagare una certa cifra per \u201ciscriversi\u201d a un settore giovanile \u00e8 ormai consolidata, tanto da non poter pi\u00f9 tornare indietro. Fatto sta che 20 anni fa per giocare non si pagava. Tranne il Minibasket: l\u00ec pagare non faceva una grinza, trattandosi a tutti gli effetti di una scuola per l\u2019avviamento alla pallacanestro. Ma una volta cominciata la fase dell\u2019agonismo (13 anni) stop alle quote, i soldi per coprire le spese arrivavano da altri canali. E al settore giovanile non ci si \u201ciscriveva\u201d pagando. Si veniva selezionati (magari dopo un provino) se gli istruttori ravvisavano determinate caratteristiche. Chi non veniva preso andava a fare un\u2019altra cosa, per la quale magari era pi\u00f9 portato, e non moriva nessuno. La pratica sportiva per tutti? In un mondo perfetto dovrebbe pensarci la scuola. Pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AGONISMO O INCLUSIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pagare per giocare \u00e8 la negazione dello sport agonistico, perch\u00e9 mette tutti sullo stesso piano. Nel momento in cui si paga una quota, stabilire le gerarchie diventa difficile. Lo sport agonistico \u00e8 selezione, che nelle giovanili -ci mancherebbe- non pu\u00f2 essere esasperata come a livello senior, ma comunque c\u2019\u00e8. Vince la squadra pi\u00f9 forte, vince chi si allena meglio, gioca quello pi\u00f9 bravo. E\u2019 cos\u00ec, \u00e8 nella natura delle cose. Una volta non ci si scandalizzava per questo. Adesso? Adesso il politicamente corretto ha rilanciato l\u2019idea di sport inclusivo. Porte aperte a tutti, nessuno escluso. A discapito della qualit\u00e0 del lavoro. E ovviamente dei risultati, in termini di miglioramenti dei giovani giocatori. Ma va bene, \u00e8 questa la nuova frontiera? Perfetto, seguiamola! <em>A una condizione, per\u00f2<\/em>. Tutti si mettano bene in testa che agonismo e inclusione sono incompatibili. L\u2019uno esclude l\u2019altra, tutt\u2019e due insieme non si possono fare. Decidiamo di fare sport agonistico? Bene: a 15 anni (non pi\u00f9 tardi) bisogna che si cominci a dare un\u2019impronta. Selezionare i migliori, formare gruppi non troppo numerosi, esigere che l\u2019atmosfera degli allenamenti sia pi\u00f9 rigorosa. I pi\u00f9 bravi si allenano con i pi\u00f9 bravi. La linea della societ\u00e0 \u00e8 di fare sport inclusivo? Benissimo, si prendono in squadra tutti. Ma si dica chiaramente che l\u2019obiettivo rientra nel campo del sociale, non del risultato sportivo. E soprattutto nessuno si azzardi a pretendere che i settori giovanili formino e producano giocatori. Andiamo signori dirigenti, bisogna scegliere. E poi essere coerenti con la scelta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019AMBIGUITA\u2019 DEI CLUB<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Invece che fanno molte Societ\u00e0? In questo equivoco tra agonismo e inclusione ci sguazzano. Non prendono posizione, restano volutamente nell\u2019ambiguit\u00e0 tra le due soluzioni. E poi vogliono la botte piena e la moglie ubriaca: far salire a bordo tutti, ma proprio tutti (basta che paghino) e nello stesso tempo aspettarsi buoni risultati. Ve la sputo papale papale: troppo spesso l\u2019apertura allo sport inclusivo \u00e8 solo di facciata, un\u2019operazione di immagine. In realt\u00e0 \u00e8 solo una scusa per incassare pi\u00f9 quote possibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TRA DUE FUOCHI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019istruttore quindi \u00e8 stretto tra due esigenze opposte e inconciliabili: fare pallacanestro, e quindi avere come obiettivo quello di creare giocatori di pallacanestro, ma nello stesso tempo far divertire tutti, puntando sulla socializzazione. Come dire cornuto e mazziato. Il bello \u00e8 che se uno poco poco prova a fare selezione, i sacerdoti del politicamente corretto se lo mangiano: \u201cSacrilegio! Lo sport \u00e8 inclusione! Non bisogna escludere nessuno!\u201d. Poi per\u00f2, fateci caso, ogni volta che la Nazionale tipo fa cilecca agli Europei, o non si qualifica per le Olimpiadi, puntualmente riparte la tiritera: \u201cPer forza! Nei settori giovanili si lavora male, non produciamo pi\u00f9 giocatori!\u201d. Ora, io non sono pi\u00f9 di primo pelo e non allener\u00f2 in eterno. In pi\u00f9 sono diventato intollerante come una suocera, poi pure da giovane mi dicevano che ero strano, insomma la cosa non mi riguarda pi\u00f9. Ma gli istruttori giovani, pieni di energia ed entusiasmo, quelli che aspirano a costruirsi una carriera, di fronte a queste evidenti contraddizioni avrebbero tutto il diritto di dire: \u201cSi ma allora che caxxo volete da me?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>THE FINAL CUT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026Che non \u00e8 l\u2019ultimo gatto. Ero partito, pi\u00f9 di un mese fa, raccontando che quando convocavo i giovani in prima squadra me li ritrovavo cos\u00ec somari da non resistere alla tentazione di insultare i loro istruttori. Poi ad allenare i giovani ci sono andato io. E ho capito. Ora quando sento che nei settori giovanili si lavora male, non si allenano i fondamentali, non si costruiscono giocatori, reagisco in un solo modo: rido. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra due fuochi Chiusura in bellezza. Nel sottolineare le difficolt\u00e0 che incontrano gli istruttori delle giovanili, potevo limitarmi a puntare il dito contro i ragazzi, la scuola e le famiglie? Certo che no, ce n\u2019\u00e8 per tutti. 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