{"id":440,"date":"2025-02-27T21:43:17","date_gmt":"2025-02-27T21:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=440"},"modified":"2025-06-28T16:41:48","modified_gmt":"2025-06-28T16:41:48","slug":"meno-smartphone-piu-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=440","title":{"rendered":"Meno smartphone, pi\u00f9 \u201cstrada\u201d"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Meno smartphone, pi\u00f9 \u201cstrada\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non scriver\u00f2 \u201cciccioni\u201d. Potrebbe sembrare offensivo. Ma provate a entrare nell\u2019aula di una prima o una seconda media. La percentuale di ragazzini sovrappeso potrebbe sorprendervi. La fascia d\u2019et\u00e0 \u00e8 quella che corrisponde all\u2019ultimo anno Minibasket e al campionato Under 13. In pratica l\u2019inizio dell\u2019agonismo. <br>Gi\u00e0, agonismo: \u00e8 una parola, portandosi addosso tutta quella zavorra. Faccio i conti della serva. Ho detto faccio i conti, non sono io la serva. Secondo i miei 4 anni di esperienza nei settori giovanili (tolgo l\u2019ultimo, adottiamo il criterio presenti esclusi), nelle squadre Under 13 a essere ottimisti un ragazzo su tre \u00e8 sovrappeso. Non \u201cun pochino\u201d sovrappeso, un bel po\u2019 sovrappeso. Poi magari qualcuno col passare degli anni si assottiglia. Non tutti, eh? Giusto qualcuno. Per\u00f2 intanto pensate all\u2019istruttore con -supponiamo- 5 ragazzini su 12 per i quali \u00e8 un problema correre, saltare, restare in equilibrio. Mica facile in queste condizioni insegnare arresti, partenze, giri, uso del perno e compagnia bella. Le cause? In ordine sparso: hamburger, maionese, patatine. Coca Cola come se piovesse. E poi merendine, gelati, cioccolata. Junk Food. Schifezze. Ma la cattiva alimentazione non \u00e8 certo l\u2019unico motivo degli enormi problemi motori coi quali i 12-13enni si presentano in palestra. Una volta ho chiesto a uno dei miei, faceva il liceo scientifico: cosa fate a scuola nell\u2019ora di educazione motoria? Risposta: \u201cB\u00e9, coach, la palestra \u00e8 inutilizzabile gi\u00e0 dall\u2019anno scorso. Quindi a livello motorio nulla. Di solito restiamo in classe e il Prof. ci spiega il corpo umano, i muscoli, le articolazioni, le ossa. Poi quando \u00e8 bel tempo ci porta fuori e magari facciamo una passeggiata all\u2019aria aperta\u201d. Mi volevo suicidare. Penso ad altri Paesi, dove l\u2019educazione motoria nelle scuole si fa seriamente gi\u00e0 a 6 anni. E penso invece alla TOTALE disabitudine a usare il proprio corpo che maturano i nostri adolescenti. Molti arrivano a 13 anni tutti storti, scoordinati, rovinati. Noi in terza media nell\u2019ora di educazione fisica giocavamo a tutto (calcio, basket, volley), all\u2019aperto correvamo i 60 e gli 80, saltavamo in alto e in lungo. Qualcuno di questi non ha mai fatto nemmeno una partitella sulla spiaggia. Cos\u00ec la situazione si \u00e8 ribaltata: i 12-13enni di una volta cominciavano a giocare a basket gi\u00e0 con un bel bagaglio di forza fisica, coordinazione, destrezza, controllo del corpo. Con queste basi, lavorare sull\u2019apprendimento dei fondamentali era meno difficile. Adesso \u00e8 il contrario. Molti ragazzini sono timidi, insicuri, impacciati. A 13 anni vanno a basket (meglio: i genitori li mandano a basket, ma questo \u00e8 un discorso a parte) senza alcuna consapevolezza del proprio \u00a0corpo. L\u2019insicurezza si palesa nelle posture, spesso goffe. E il \u201cbody language\u201d, il linguaggio del corpo \u00e8 un disastro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA STRADA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi ricapitoliamo: numero uno, cattiva alimentazione e alta percentuale di adolescenti sovrappeso. Numero due, poco o niente educazione motoria a scuola e disabitudine a usare il corpo. Numero tre? Facile: non si gioca pi\u00f9 in mezzo alla strada! Questa forse \u00e8 la carenza pi\u00f9 drammatica. &nbsp;La strada (o il playground, il campetto) sviluppa doti molto importanti come rapidit\u00e0, reattivit\u00e0, capacit\u00e0 di capire al volo le situazioni. La strada all\u2019epoca era correre schivando le auto (poche, ma c\u2019erano!), riconoscere i compagni di squadra dagli avversari nonostante le cento magliette tutte diverse, imparare la dura legge del \u201cchi perde esce\u201d. La strada sviluppava il senso dell\u2019agonismo, la scaltrezza, la \u201ccazzimm\u201d. Azzardo: la strada creava vincenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IPNOTIZZATI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Adesso, invece? Adesso la reattivit\u00e0 gli adolescenti ce l\u2019hanno ancora: ma solo sulla tastiera dello smartphone. O col joystick della Playstation. Al pc, non ne parliamo. Super reattivi! Dategli un tablet e solleveranno il mondo. E sul campo da basket? Ipnotizzati. Imbambolati. Cloroformizzati. Mica tutti, si capisce. Ma in numero sufficiente a complicare in modo tremendo il lavoro dell\u2019istruttore\/allenatore. \u201cL\u2019abuso del telefonino cellulare nell\u2019et\u00e0 dello sviluppo abbassa notevolmente le&nbsp; capacit\u00e0 cognitive\u201d. Questa la metto tra virgolette perch\u00e9 non lo dico io, lo dicono gli studi. Basta googlare (bella espressione per un boomer, eh?) e verificare. L\u2019allenatore fa quasi sempre una fatica d\u2019inferno a ottenere che si facciano le cose con energia, intensit\u00e0, velocit\u00e0. Il rincoglionimento da smartphone ha tragicamente abbassato la soglia di attenzione. Le spiegazioni devono durare non pi\u00f9 di 30 secondi, senn\u00f2 i pargoli si distraggono. E spesso, pur chiare e sintetiche e corredate da dimostrazione, quelle spiegazioni lasciano il tempo che trovano. Perch\u00e9 il ragazzo, come abbiamo visto nella prima puntata del viaggio allucinante, capisce fischi per fiaschi e fa una cosa diversa. Bel coraggio che avevi, coach Piero Bianchi, a incazzarti con gli allenatori delle giovanili. (3. continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno smartphone, pi\u00f9 \u201cstrada\u201d Non scriver\u00f2 \u201cciccioni\u201d. Potrebbe sembrare offensivo. Ma provate a entrare nell\u2019aula di una prima o una seconda media. La percentuale di ragazzini sovrappeso potrebbe sorprendervi. La fascia d\u2019et\u00e0 \u00e8 quella che corrisponde all\u2019ultimo anno Minibasket e al campionato Under 13. In pratica l\u2019inizio dell\u2019agonismo. 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