{"id":2413,"date":"2026-07-22T14:30:28","date_gmt":"2026-07-22T14:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2413"},"modified":"2026-07-22T14:38:59","modified_gmt":"2026-07-22T14:38:59","slug":"italia-urss-la-macchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2413","title":{"rendered":"Italia-Urss, la &#8220;macchia&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"583\" height=\"310\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CONTROMANO_2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2414\" style=\"aspect-ratio:1.8806674806674806;width:338px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CONTROMANO_2.jpeg 583w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CONTROMANO_2-300x160.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-1-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-53366263d593c0d97325ee4598f3f9d1 wp-block-paragraph\"><strong>CONTROMANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Italia-Urss, la &#8220;macchia&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho un vantaggio, rispetto a (quasi) tutti quelli che il 7 luglio hanno festeggiato il 50\u00b0 anniversario della prima, storica vittoria della Nazionale Italiana sull\u2019Unione Sovietica. E\u2019 un vantaggio non da poco: io c\u2019ero. E ricordo come fosse oggi&nbsp; l\u2019imbarazzo che provai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7 luglio 1976. Non avevo ancora 18 anni e giocavo con le giovanili di Roseto. Ero sugli spalti, all\u2019Arena 4 Palme, in gradinata ovest. Lato panchine, per intenderci. Con tutto l\u2019entusiasmo di un 17enne innamorato del basket. Ma ero innamorato anche della verit\u00e0. Come adesso. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il 31esimo Trofeo Lido delle Rose, squadre partecipanti Italia, Urss, GIS All Stars e Ungheria. L\u2019Urss era campione olimpica in carica. Lo squadrone del mio eroe Sergej Belov (Sergio Bianco\u2026), Alexander Belov, Zarmuhamedov, il giovanissimo due metri e 20 Vladimir Tkachenko. In panchina una leggenda vivente, Vladimir Kondrashin. L\u2019Arena 4 Palme era piena come un uovo, forse duemilacinquecento anime, forse pi\u00f9. Si favoleggia 4.000, ma l\u2019Arena \u00e8 quella e le leggi della fisica sono leggi della fisica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia gioc\u00f2 bene, resse il confronto, and\u00f2 sotto nel primo tempo ma rimont\u00f2 gi\u00e0 prima dell\u2019intervallo. Pierluigi Marzorati era imprendibile, Luciano Vendemini tenne botta contro la terrificante batteria dei lunghi sovietici, Iellini e Bariviera (nella foto) segnarono punti pesanti. Ma questa \u00e8 la storia che raccontano tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, di quella sera del 1976 a me \u00e8 rimasta impressa in modo indelebile un\u2019altra scena. Pochi minuti alla fine, punteggio in bilico, tutta la Nazionale Sovietica ferma. Per una ventina di lunghissimi secondi, gli uomini in maglia rossa si rifiutarono di riprendere il gioco. Coach Kondrashine era in campo, a protestare -civilmente, ma fermamente- con gli arbitri. Sergej Belov muto, mani sui fianchi, immobile come una statua. Fissava gli arbitri senza parlare, ero abbastanza vicino al campo da poter distinguere il suo sguardo di ghiaccio. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u2019era successo? Semplice: quattro o cinque fischi consecutivi sballati, a favore dell\u2019Italia, in un momento decisivo della partita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ogni chiamata arbitrale mi chiedevo ma\u2026 com\u2019\u00e8 possibile? Al terzo fischio che palesemente danneggiava l\u2019Urss pensai: vabb\u00e9, ce la vogliono far vincere. Quando i rossi si fermarono, dissi tra me e me: hanno ragione. E badate che il mio amore per gli azzurri era sconfinato. Forse non era solo una protesta. Forse i sovietici, in quei 20\u201d, meditarono veramente di abbandonare il campo e andarsene. Invece si riprese a giocare e fin\u00ec 84-80 per noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli arbitri erano due \u201cmonumenti\u201d del basket italiano, Giancarlo Vitolo e Gian Matteo Sidoli. Quest\u2019ultimo una quindicina di anni dopo ebbi anche occasione di conoscerlo, perch\u00e9 si era stabilito in Abruzzo. Vitolo quattro anni dopo fu designato per le Olimpiadi di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non posso -ovviamente!- dire che ci fu l\u2019intenzione di indirizzare la partita. Ma posso dire quello che ho visto: la prima, storica e celebratissima vittoria dell\u2019Italia sull\u2019Urss fu condizionata da un arbitraggio sbilanciato a favore dell\u2019Italia.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si lo so, sono il solito rompiballe, vecchio bisbetico, bastian contrario. Ma questa rubrica si chiama \u201cContromano\u201d, non \u00a0\u201cSeguo la corrente\u201d. E se avessi voluto fare un Blog allineato e politicamente corretto, l\u2019avrei chiamato \u201cTranquilli, avete ragione. Lo strano sono io\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONTROMANO Italia-Urss, la &#8220;macchia&#8221; Ho un vantaggio, rispetto a (quasi) tutti quelli che il 7 luglio hanno festeggiato il 50\u00b0 anniversario della prima, storica vittoria della Nazionale Italiana sull\u2019Unione Sovietica. E\u2019 un vantaggio non da poco: io c\u2019ero. E ricordo come fosse oggi&nbsp; l\u2019imbarazzo che provai. 7 luglio 1976. 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