{"id":2405,"date":"2026-07-22T13:55:43","date_gmt":"2026-07-22T13:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2405"},"modified":"2026-07-22T15:44:52","modified_gmt":"2026-07-22T15:44:52","slug":"claudio-mazzaufo-il-prof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2405","title":{"rendered":"Claudio Mazzaufo, &#8220;Il Prof.&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"451\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CLAUDIO-CON-POETA-1024x451.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2406\" style=\"aspect-ratio:2.2705629726449446;width:428px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CLAUDIO-CON-POETA-1024x451.jpg 1024w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CLAUDIO-CON-POETA-300x132.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CLAUDIO-CON-POETA-768x338.jpg 768w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CLAUDIO-CON-POETA.jpg 1474w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-1-color has-text-color has-link-color wp-elements-74e516ba95baf86f0a0ea3afc4ed06a3 wp-block-paragraph\"><strong>14 DOMANDE A&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Claudio Mazzaufo, &#8220;Il Prof.&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutto il mondo del basket e dell\u2019atletica leggera, Claudio Mazzaufo&nbsp; \u00e8 \u201cIl Prof.\u201d I freschi campioni del mondo di calcio lo chiamerebbero <em>un hombre vertical: <\/em>schietto e tagliente quando serve, sempre senza filtri. Dall\u2019alto del suo curriculum e della sua autorevolezza, se lo pu\u00f2 permettere. Claudio \u00e8 davvero un grande personaggio. Nato a Giulianova e adottato da Teramo, come dire le Sparta e Atene d\u2019Abruzzo. Interista, fatevene una ragione. Cresciuto a pane e atletica, ma col basket come binario parallelo. Dal 1988 \u00e8 in FIDAL, Federazione Italiana di Atletica Leggera. Gi\u00e0 responsabile tecnico del settore salti, attualmente lavora all\u2019area metodologica e didattica. Nel contempo si \u00e8 costruito una solida reputazione anche nel basket, lavorando come preparatore fisico per vari Club, tra i quali spicca Teramo negli anni della A1.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo curriculum nell\u2019atletica \u00e8 sconfinato. Ha fatto tre Olimpiadi, 5 Mondiali e 7 Europei. Pazzesco. Le sue presenze ai vari campionati d\u2019Europa e del Mondo a livello giovanile non si contano. Lui stesso non ricorda il numero esatto, ma ipotizza di avere all\u2019attivo circa 50 partecipazioni a competizioni internazionali in ogni angolo del globo. Trofei e medaglie in bacheca non ci entrano pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La collaborazione tecnica pi\u00f9 prestigiosa \u00e8 stata col vice campione del mondo, campione europeo e tuttora primatista italiano di salto in lungo Andrew Howe. Per arrivare poi a tutti i suoi ragazzi dell\u2019Atletica Teramo e dei Carabinieri Bologna, che hanno fatto incetta di titoli italiani giovanili. Dal \u201990 a oggi sono 36 anni di successi. E tra poco si torna in pista, o in pedana: dall\u20198 al 17 agosto il Prof. sar\u00e0 con la Nazionale di Atletica a Birmingham, per i Campionati Europei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prima di parlare di basket (e di atletica) chiariamo subito un punto. Ti senti pi\u00f9 giuliese o pi\u00f9 teramano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSono figlio del Mondo. Sono andato via da Giulianova a 19 anni, sono stato due anni a Ostia con le Fiamme Gialle, gli studi universitari mi hanno portato a L\u2019Aquila e a Firenze. Poi ho fatto 6 anni di insegnamento a Seregno. A 30 anni sono entrato nella Fidal e ho cominciato a girare il mondo. Georgia, Sudafrica, Australia, Cile, tutti i paesi europei. Da adolescente Giulianova era la mia patria, il mio tutto, inclusa la rivalit\u00e0 con Teramo e il campanilismo pi\u00f9 acceso. Poi per\u00f2 allenandomi a Teramo con Marco Ettorre (NdE: notissimo Maestro dello Sport), sposandomi con una ragazza di Teramo, vivendo con la&nbsp; famiglia di lei a Teramo dove sono anche nati i miei figli, \u00e8 chiaro che Teramo \u00e8 diventata la mia seconda citt\u00e0. Ho sempre un legame strettissimo con Giulianova, adoro il mare, ho gli amici di sempre. Per\u00f2 devo dire che Giulianova non mi ha mai riconosciuto nulla. Io sono il primo tecnico della Provincia ad aver partecipato alle Olimpiadi. Ma non ho mai avuto un riconoscimento dalla mia citt\u00e0 natale. A Teramo invece sono stato ricevuto in Comune e premiato in piazza. Prendi anche il calcio: da ragazzo ho giocato tre anni nel settore giovanile del Giulianova, a met\u00e0 anni \u201990 ho collaborato con l\u2019allenatore Gianni Simonelli in C2. In quel periodo Teramo non riuscivo proprio a farmela stare simpatica. Oggi invece non guardo pi\u00f9 il campanile, ma gli aspetti puramente sportivi. Il Teramo Calcio ha una grande societ\u00e0, uno staff super, quindi simpatizzo anche per loro. Alla fine non mi sento n\u00e9 pi\u00f9 teramano, n\u00e9 pi\u00f9 giuliese. Sembra banale, ma avendo girato cos\u00ec tanto non riesco a vivere il campanilismo. Per questo mi definisco figlio del mondo\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con questa domanda vincer\u00f2 l\u2019Oscar della banalit\u00e0: ti \u201caccende\u201d di pi\u00f9 il basket o l\u2019atletica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cMia moglie dice che per l\u2019atletica sono \u2018invasato\u2019. E ha ragione. Vivo l\u2019atletica h24, 365 giorni l\u2019anno. Per\u00f2 tu hai usato la parola \u2018accendere\u2019. Ora, se vedi un atleta che all\u2019ultimo salto fa il record del Mondo, com\u2019\u00e8 successo a me ai Mondiali di Osaka con Andrew Howe, \u00e8 chiaro che in quell\u2019istante senti dentro una fiammata che non si pu\u00f2 descrivere. Per\u00f2 un atleta in gara salta ogni 10\u2019-15\u2019 e il salto dura 6 secondi, \u00e8 un\u2019emozione \u2018diluita\u2019. Invece una partita di basket ti pu\u00f2 tenere sui carboni ardenti fino \u00a0all\u2019ultimo decimo di secondo. Nel basket capita di perdere al fotofinish o di vincere all\u2019ultimo respiro, come accadde contro Pesaro con la famosa\u00a0 tripla allo scadere di Brandon Brown. Quindi vivo con pi\u00f9 pathos una partita di basket. Nell\u2019atletica controllo tutto con pi\u00f9 razionalit\u00e0, il pathos ormai l\u2019ho messo da parte\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dimmi in 10 parole il concetto tecnico pi\u00f9 rivoluzionario della preparazione atletica nel basket.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cL\u2019allenamento della forza. In tutte le sue espressioni, dalla forza esplosiva all\u2019aspetto pliometrico, e in tutti i suoi risvolti: neuromuscolare, biomeccanico. E\u2019 un concetto fondamentale, che tutti pensano di conoscere e di capire con corsi di una settimana o di un mese. Io sono 40 anni che lo studio e ancora non ho finito di approfondirlo. Ma come diceva Socrate, il vero saggio dice \u2018So di non sapere\u2019. Chi crede di sapere tutto invece, spesso non sa proprio niente\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E vai coi siluri\u2026 Allora parliamo del ruolo del preparatore. Io l\u2019ho sempre visto come un farmacista col bilancino di precisione, attentissimo a dosare i carichi di lavoro. E\u2019 una sensazione giusta oppure ho detto una stronzata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cHai detto una stronzata\u201d.<\/em> (E ti pareva, mai una gioia. NdE). \u201c<em>Il farmacista col bilancino pu\u00f2 essere un\u2019immagina valida per l\u2019atletica. Ma in uno sport di situazioni come il basket, posso eseguire tutto benissimo e poi perdere con un tiro da met\u00e0 campo. E il bilancino va a farsi fottere. Nel basket il preparatore dev\u2019essere il braccio sinistro dell\u2019allenatore, mentre il braccio destro \u00e8 l\u2019assistente. Il sinistro aiuta il destro, ha un ruolo importante, ma per un destrorso non \u00e8 fondamentale. Lo diventa nel momento in cui si integra col braccio destro e con la testa, che \u00e8 il capo allenatore. Il preparatore dev\u2019essere un metodologo, molti oggi non conoscono bene la metodologia dell\u2019allenamento e credono che studiarla sia una perdita di tempo. Invece \u00e8&nbsp; la base, come la Bibbia per chi intraprende la carriera ecclesiastica. SI pu\u00f2 pensare di diventare Cardinale o Vescovo senza conoscere la Bibbia? Ecco, uguale. In pi\u00f9, le conoscenze di metodologia bisogna trasmetterle all\u2019allenatore. Io ho discusso con allenatori anche di altissimo livello in A1, che metodologicamente facevano lavori sbagliati. Tipo allenamenti ad alta intensit\u00e0 e grande quantit\u00e0 a ridosso della partita. Si trinceravano dietro a un \u2018Ho sempre fatto cos\u00ec\u2019, oppure \u2018In tanti fanno cos\u00ec\u2019. Io replicavo: proprio per questo noi non dobbiamo farlo, seguiamo la linea metodologica pi\u00f9 sensata e vinceremo pi\u00f9 partite. Una volta un mio assistente mi disse: Prof., ma lo sai che in giro per l\u2019Italia nessuno fa il lavoro che facciamo noi sulla forza? E io: bravo, chiediti perch\u00e9 noi qui a Teramo ogni anno ci salviamo con un budget risicato e magari riusciamo a battere Roma, Milano o Treviso. Non bisogna seguire \u2018mode\u2019, ci sono principi dell\u2019allenamento che sono sempre validi. Poi \u00e8 chiaro, innoviamo e sperimentiamo, ma sempre seguendo il criterio della scientificit\u00e0. Durante il riscaldamento, per dire, vedo \u2018balletti\u2019 che mi fanno ridere. Pare che vadano di moda. Noi per\u00f2 dobbiamo fare scienza, non fantascienza\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fatti qualche nemico: quale dei tuoi atleti ti smuove pi\u00f9 emozioni? Basket e\/o atletica, scegli tu.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cAtletica: sicuramente Andrew Howe <\/em>(NdE: ex-campione europeo di salto in lungo, ancora oggi primatista italiano della specialit\u00e0, poi passato alla velocit\u00e0), <em>col quale ho collaborato per dieci anni, da quando lui ne aveva 15. Poi Larissa Iapichino <\/em>(NdE: la figlia di Fiona May, vice campionessa mondiale e campionessa europea indoor di salto in lungo) <em>e Mattia Furlani<\/em> (NdE: campione del mondo sempre di salto in lungo). <em>Tutti e due ragazzi che ho visto crescere, ho splendidi rapporti anche coi loro genitori. Basket: faccio difficolt\u00e0 a citarne solo alcuni, li ho curati tutti con la stessa passione. Se proprio devo fare un nome, dico Mario Boni. Mario pi\u00f9 che farmi battere il cuore mi faceva venire le palpitazioni. Era molto particolare,<\/em> <em>sprigionava tanta di quella adrenalina, caricava il pubblico&#8230; In ogni momento potevi aspettarti di tutto. E dava sempre il 101%., anche in allenamento, nonostante abbia giocato con noi a Teramo dai 39 ai 41 anni. A quell\u2019et\u00e0, in due stagioni ha saltato solo due partite\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A proposito, che ricordo (o rimpianto) hai dei 10 anni di A1 a Teramo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cRimpianti, nessuno. Mai avuti, perch\u00e9 vivo il presente con consapevolezza ed emozione. Di rimpianti vivono gli sfigati <\/em>(dice proprio cos\u00ec, NdE), <em>io vivo di bei ricordi e di storia vissuta. Sono stati 10 anni stupendi, di altissimo livello. Io poi ero col Teramo Basket fin dalla B2. Sappiamo tutti com\u2019\u00e8 finita, per una citt\u00e0 come Teramo reggere la A1 non \u00e8 semplice. Ma non siamo mai retrocessi sul campo. Col senno di poi, forse avremmo dovuto accettare la ricollocazione in A2. E se non avesse chiuso i battenti lo sponsor Banca Tercas, non so se saremmo spariti. Anche la partecipazione ai preliminari di EuroCup (vinti) ci cost\u00f2 molto in termini di esborso finanziario, coi voli charter. Per\u00f2 vuoi mettere\u2026 siamo stati in Europa, abbiamo giocato col Galatasaray, con l\u2019Alba Berlino alla 02 Arena davanti a pi\u00f9 di 7 mila spettatori, a Mariupol in Ucra\u00ecna\u2026 Ed \u00e8 bellissimo poter dire io c\u2019ero. Ma c\u2019ero anche quando siamo arrivato terzi in A1, quando abbiamo battuto la Benetton di Andrea Bargnani, quando ci siamo salvati vincendo a Montegranaro con 500 dei nostri al seguito. Questi sono ricordi indelebili, che resteranno sempre dentro di me. Di rimpianti neanche l\u2019ombra. Consentimi una chiosa: riguarda il nostro comune amico Luca <\/em>(NdE: Luca Maggitti, giornalista specializzato, rosetano). <em>Allora: Luca dice sempre che nel basket tutto nasce o passa da Roseto. Voglio solo fargli notare che 10 anni di A1, un terzo posto in A1, una semifinale di Coppa Italia, la partecipazione all\u2019EuroCup, aver avuto giocatori come J.C. Carroll, Peppe Poeta, Achille Polonara, David Moss, Tyrone Grant, sono tutte cose che ha fatto Teramo. Forse <\/em>(NdE: sorride, sornione) <em>\u00e8 il caso di correggere un po\u2019 il tiro e dire che nel basket \u2018<u>quasi<\/u>\u2019 tutto passa per Roseto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai lavorato con alcuni tra i migliori allenatori italiani in assoluto. Fammi la tua Top-five.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cNo, la Top-5 non te la faccio. Venendo dall\u2019atletica ti faccio il podio, ma senza distinzioni: tutti a pari merito. I miei tre allenatori preferiti sono stati <strong>Franco<\/strong> <strong>Gramenzi<\/strong>, <strong>Andrea<\/strong> <\/em><strong><em>Capobianco<\/em><\/strong><em> e <strong>Andrea Zanchi<\/strong>, tutti e tre &nbsp;per motivi sia tecnici che umani.<\/em> <em>Poi \u00e8 chiaro che grandi coach come Boniciolli, Pancotto, Ramagli, mi hanno dato tantissimo. E ancora Castorina, Piero Millina, Marco Schiavi, ma faccio prima a dire tutti, per me sono stati molto importanti. Sul podio per\u00f2 ci sono i tre che ho detto.&nbsp; Infine voglio ringraziare Bruno Impaloni, perch\u00e9 \u00e8 stato lui il primo a chiedermi di lavorare nel basket in un momento &nbsp;in cui al basket non pensavo affatto. Nel 1988 mi corteggi\u00f2 due settimane per convincermi a fare il preparatore atletico a Campli, non lo dimenticher\u00f2 mai. Poi ci siamo persi di vista e su tanti aspetti le nostre idee non collimano, ma gli sar\u00f2 sempre grato. Al contrario, molti miei collaboratori che hanno cominciato con me e poi hanno fatto carriere importanti non mi citano, come se invece di avere un \u2018padre\u2019 &nbsp;li avesse portati la cicogna. C\u2019\u00e8 gente che non sapeva neanche cosa fosse il basket, se non li avessi chiamati a lavorare con me avrebbero continuato a non saperlo. Io invece non dimentico chi \u00e8 stato fondamentale per il mio percorso. Senza Bruno Impaloni, nel basket non avrei fatto quello che ho fatto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Toglimi una curiosit\u00e0: ma se non lavorassi nella scuola, ti saresti dedicato a fare basket a tempo pieno in giro per l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cGuarda, mi sarebbe piaciuto farti confermare questo episodio da Pierfrancesco Betti <\/em>(noto direttore sportivo in molti Club di serie A, NdE), <em>che non \u00e8 pi\u00f9 con noi. Dopo i primi tre anni di A1 a Teramo, quando Betti fu ingaggiato da Napoli, mi propose di andare a lavorare con lui. Parliamo del 2005, era la stagione in cui Napoli poi vinse la Coppa Italia. Mi offrirono 50mila euro. Ho riflettuto qualche giorno, ricordo che chiamai Franco Gramenzi per consigliarmi con lui. Ma avrei dovuto mettermi in aspettativa con la scuola, lasciare l\u2019atletica, allontanarmi dalla famiglia. Ovviamente mi feci anche due conti sull\u2019aspetto economico. Alla fine decisi di rifiutare. Per\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di fare il professionista a tempo pieno l\u2019ho avuta e ci ho anche pensato seriamente. Sono convinto che se avessi accettato, una carriera in A1 me la sarei costruita. Credo di aver dimostrato non solo in serie A a Teramo, ma anche nell\u2019atletica, come lavoro e che tipo di dialogo riesco a instaurare con gli allenatori. Forse avrei anche guadagnato di pi\u00f9. Ma come ti ho detto prima, non ho nessun tipo di rimpianto e sono felicissimo di com\u2019\u00e8 andata. Tra l\u2019altro, se mi fossi dedicato solo al basket non avrei fatto tre Olimpiadi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai seminato i \u201cgermi\u201d della tua scienza formando due preparatori giovani, rampanti e bravissimi, Marco Di Marco e Tommaso Marcone. Conoscendoti, questa per te \u00e8 una bellissima medaglia. Sbaglio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSciagurato, hai dimenticato Alex De Federicis! E anche tanti altri (<\/em>NdE: chiedo venia ma non l\u2019ho dimenticato, \u00e8 che non sapevo fosse anche lui un allievo del Prof.). <em>Marco Di Marco in realt\u00e0 col basket sta mollando, \u00e8 entrato nello staff della Federazione di Atletica e credo che seguir\u00e0 quella strada. Tommy Marcone ha lavorato con te\u00a0 <\/em>(NdE: alle giovanili della BasketBall Teramo), <em>quindi non devo dirti nulla, \u00e8 chiaro che sono molto orgoglioso<\/em> <em>della carriera che sta facendo <\/em>(NdE: in B2 a Matelica con Tony Trullo, poi a Latina in B1\u00a0con Gramenzi). <em>Ma dobbiamo assolutamente aggiungere Alex De Federicis, preparatore delle Panthers Roseto in A1 femminile. Sta lavorando benissimo. Poi Scattolini, sempre alle Panthers ma nel settore giovanile, Davide Salvi, che lavora col Teramo Calcio, Francesca Giuliani, che collabora con De Federicis agli Amicacci di basket in carrozzina. Questi sono tutti ragazzi che mi rendono felice, perch\u00e9 continueranno a portare in giro la \u2018buona novella\u2019. Se non hai dei discepoli non puoi essere profeta, la dottrina prima o poi si esaurisce. Finito io, finito tutto. Invece questi giovani professionisti si sono formati metodologicamente in un certo modo, conoscono i punti cardine del lavoro, li applicano e ottengono risultati. Guarda Alex cos\u2019\u00e8 stato in grado di fare con le Panthers. All\u2019inizio gli dissi: allenale come se fossero maschi, non ci sono differenze di gioco. Non hanno il testosterone, ma tu allenale come i maschi e vedrai che la forza arriva. Adesso guarda le ultime due stagioni delle Panthers <\/em>(NdE: 2025 promozione in A1, 2026 semifinale scudetto)<em> e poi dimmi se ti \u00a0sei fatto un\u2019idea di come istruisce i suoi ragazzi\u00a0 il Prof.\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa del profeta coi discepoli mi mancava. D\u2019altra parte la barba un\u2019espressione ascetica te la d\u00e0. Voltiamo pagina, ma com\u2019era la storia dell\u2019Olimpionico con cui \u201clitigavi\u201d per motivi calcistici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cEra quel \u2018gobbo\u2019 maledetto di Filippo Tortu <\/em>(NdE: medaglia d\u2019oro nella 4&#215;100 alle Olimpiadi di Tokyo e primo italiano a scendere sotto i 10\u201d nei 100 metri). <em>Dopo aver vinto l\u2019oro nella staffetta, la sera abbiamo festeggiato alla grande fino alle due di notte, stappando bottiglie e beccandoci gli insulti degli spagnoli che il giorno dopo dovevano gareggiare. Alla fine ci siamo ritrovati io e Filippo a prendere l\u2019ascensore per tornare in camera. Io lo guardo e gli faccio: \u2018Fil\u00ec, sei fantastico. Hai un solo difetto, sei uno sporco juventino\u2019. E lui: \u2018Prof., se fossi stato interista non avrei vinto\u2019. E io: \u2018Filippo, ma vaffanculo\u2019. In tutti questi anni ha continuato a mandarmi messaggi beffardi ogni volta che l\u2019Inter perdeva, non ti dico dopo lo 0-5 col Paris Saint Germain\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Adesso invece sorprendimi e confessami un segreto inconfessabile!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cMmm, vediamo. Ti dico questa <\/em>(\u00e8 serissimo, NdE). <em>Per un attimo, ma ti sottolineo solo per un attimo, mi \u00e8 dispiaciuto quando il Milan e la Juventus non si sono qualificate per la Champions League. Non l\u2019ho detto mai a nessuno e lo confesso ora, per qualche secondo -pur da interista- mi \u00e8 dispiaciuto\u201d. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pi\u00f9 che inconfessabile direi imperdonabile. Ma vabb\u00e8. Ora dovrei chiederti com\u2019\u00e8 la tua donna ideale, ma sono sicuro che mi risponderesti \u201ccome mia moglie\u201d. Quindi per favore adesso mi dici chi era la tipa -famosa oppure no- che da ragazzo ti toglieva il fiato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIl fiato gi\u00e0 da ragazzo me lo toglieva mia moglie, ci siamo messi insieme che io avevo 17 anni e lei 16. Sono arrivato per la prima volta al Campo-Scuola, ho visto 4-5 ragazze che correvano e ho detto: \u2018Mi piace quella, mi metto con le\u00ec\u2019. Per\u00f2 ti confesso che da giovane, a 19-20 anni, quella che mi piaceva di pi\u00f9 era Loredana Bert\u00e8. Quando ero in Fiamme Gialle, lo sa anche mia moglie Paola, avevo in camera una gigantografia della Bert\u00e8 vestita da suora, la tonaca leggermente alzata in modo da far intravedere appena la giarrettiera\u2026 Quella stanza la dividevo con Roberto Pericoli, attuale vice direttore tecnico della Nazionale di atletica. Ai tempi molti impazzivano per Gloria Guida o Stefania Sandrelli. A me piaceva Loredana: bella, pazzoide, era il mio tipo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Proseguiamo coi gusti personali. Cosa ti piace mangiare? Io veramente lo so gi\u00e0, ma i miei 25 lettori no. Dimmi tre cibi irrinunciabili, oppure un men\u00f9-tipo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cMi piace tutto. Per\u00f2 ti dico tre cose. 1) Arrosticini. Lo sai, un po\u2019 di \u2018rostellate\u2019 insieme ce le siamo fatte. 2) Il risotto alla milanese che fa mia moglie. Lei cucina tutto benissimo, ma siamo stati per anni insieme a Milano e in quel periodo si \u00e8 specializzata nel risotto. E\u2019 squisito. 3) Da ragazzo, quando tornavo a casa la sera dopo l\u2019allenamento di atletica affamato come un lupo, mia mamma mi faceva trovare tre o quattro gigantesche omelette che non so quante uova di mettesse, con dentro la mozzarella. Le divoravo\u201d. &nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Last question. Dove ti vedi tra 10 anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSe sar\u00f2 morto mi troverai al Campo-Scuola <\/em>(ride, NdE), <em>&nbsp;perch\u00e9 mia moglie dice che \u00e8 l\u00ec che disperder\u00e0 le mie ceneri. Io per\u00f2 spero di essere ancora vivo e vegeto. Anzi, tra 10 anni vorrei essere come adesso, soprattutto dal punto di vista mentale. Ma soprattutto mi piacerebbe davvero tanto fare nel basket quello che sto gi\u00e0 facendo nell\u2019atletica. Ovvero mettere a disposizione la mia esperienza, lavorando per una Societ\u00e0 dal punto di vista dello sviluppo, della ricerca, dell\u2019innovazione, della sperimentazione, coordinando il lavoro sulla metodologia, sul recupero e sui rapporti con lo staff medico.. Nell\u2019atletica questo tipo di lavoro credo di averlo fatto bene, se ancora sono l\u00ec e se tuttora si avvalgono delle mie conoscenze. Nel basket anni e anni di lavoro sul basket integrato e di collaborazione con allenatori di altissimo livello mi hanno insegnato tanto. Mi piacerebbe un incarico del genere &nbsp;in uno sport di squadra, non necessariamente il basket. Sono convinto che anche nel calcio o nel volley potrei dare tanto. Sapete tutti che tipo di rapporti ho con le persone. Credo di essere empatico, ho competenza ed esperienza ma non sono uno che se la tira, so stare al mio posto, so fare lavoro di staff. Insomma lo vedo il ruolo giusto per me&#8221;. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per gli amici speciali c\u2019\u00e8 quasi sempre una quindicesima domanda fuori dal copione, che nel tuo caso \u00e8: ma quest\u2019anno l\u2019arrosticino-party non lo organizzi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cAbbiate fede, l\u2019arrosticino-party si far\u00e0, come ogni anno. Ci sar\u00e0 anche mio figlio Lorenzo, che sta per diventare pap\u00e0 di due gemelli. Io una nipote gi\u00e0 l\u2019avevo, quindi diventer\u00f2 nonno per la seconda e terza volta. Sar\u00e0 un\u2019occasione per festeggiare i \u2018nuovi arrivi&#8217;, parola del Prof. \u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hai capito Claudio, il colpo pi\u00f9 a sensazione se l\u2019era tenuto in canna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 DOMANDE A&#8230; Claudio Mazzaufo, &#8220;Il Prof.&#8221; Per tutto il mondo del basket e dell\u2019atletica leggera, Claudio Mazzaufo&nbsp; \u00e8 \u201cIl Prof.\u201d I freschi campioni del mondo di calcio lo chiamerebbero un hombre vertical: schietto e tagliente quando serve, sempre senza filtri. Dall\u2019alto del suo curriculum e della sua autorevolezza, se lo pu\u00f2 permettere. Claudio \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"zakra_page_container_layout":"customizer","zakra_page_sidebar_layout":"customizer","zakra_remove_content_margin":false,"zakra_sidebar":"customizer","zakra_transparent_header":"customizer","zakra_logo":0,"zakra_main_header_style":"default","zakra_menu_item_color":"","zakra_menu_item_hover_color":"","zakra_menu_item_active_color":"","zakra_menu_active_style":"","zakra_page_header":true,"vkexunit_cta_each_option":"","footnotes":""},"categories":[120],"tags":[276,231,277],"class_list":["post-2405","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-14-domande-a","tag-mazzaufo","tag-preparatore","tag-prof"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2405"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2435,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2405\/revisions\/2435"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}