{"id":2334,"date":"2026-06-11T12:38:41","date_gmt":"2026-06-11T12:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2334"},"modified":"2026-06-11T13:31:11","modified_gmt":"2026-06-11T13:31:11","slug":"alessio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2334","title":{"rendered":"Semplicemente Alessio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"371\" height=\"186\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/COACH-STRATEGY.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2335\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/COACH-STRATEGY.jpg 371w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/COACH-STRATEGY-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-1-color has-text-color has-link-color wp-elements-3068b0b9c45b684745e0dadc923cf7f6 wp-block-paragraph\"><strong>COACHING STYLE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Semplicemente Alessio<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non \u00e8 semplicemente un flash sul pensiero e sui metodi di un allenatore. Non \u00e8 nemmeno il ricordo di un amico che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Questo \u00e8 il mio sguardo stupito su un uomo magnetico, che lo sarebbe stato qualunque mestiere avesse fatto. Lo stesso stupore che avevo quando era vivo, per la sua mostruosa capacit\u00e0 di sdrammatizzare e di semplificare. Cosa? Tutto. La vita stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conobbi Alessio Baldinelli a Sondalo, luglio 1992, Corso Allenatori Nazionali. Era agli inizi della sua incredibile carriera. Fummo avversari in C1, quando lui part\u00ec con la sua leggendaria cavalcata a Jesi. Tre campionati vinti consecutivamente, dal \u201995 al \u201997, in tre anni dalla serie C alla A2. Pazzesco. Ma non per lui, che replic\u00f2 l\u2019impresa a Osimo: ancora tre promozioni consecutive, dal 2000 al 2002, in tre anni dalla C alla A. E\u2019 storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019impresa eccezionale, come diceva il poeta, non stava nei risultati. Era farli sembrare normali.&nbsp; Alessio non era un alchimista, fatta eccezione per le sue difese multiple. Le sue squadre giocavano in modo terribilmente semplice e tremendamente efficace, per la sua straordinaria capacit\u00e0 di mettere gli uomini in condizione di fare quello che sapevano fare meglio. Di tranquillizzarli da ogni tensione. O addirittura di convincerli che erano pi\u00f9 forti di quanto fossero in realt\u00e0. La fiducia in se stessi e nel sistema fa miracoli. E lui intanto sorrideva, sorrideva sempre, come se vincere fosse facile come buttar gi\u00f9 un bicchiere d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Osimo vinse la B2 facendo giocare tre playmaker insieme nel quintetto di partenza. Era la squadra con gli esterni pi\u00f9 piccoli del campionato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un collega che si diceva preoccupato perch\u00e9 \u201cnon riusciva a trovare lunghi\u201d, rispose: \u201cMa quali lunghi, pensa a far giocare chi sa giocare\u201d. Il suo teorico centro in A2 era Sylvester Gray, che non arrivava a due metri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019estate del 2003 mi telefona alle 8 di mattina dal suo ufficio. \u201cPrendo un tuo giocatore\u201d. Era appena entrata in vigore la possibilit\u00e0 per i Club professionistici di pescare a piacimento in serie B. \u201cE chi?\u201d, gli faccio io. \u201cSecondo te? Dei tuoi chi \u00e8 quello pi\u00f9 adatto al mio sistema?\u201d. \u201cGambacorta, che dio ti strafulmini\u201d. Francesco Gambacorta pass\u00f2 senza battere ciglio dagli algoritmi della B2 con me alla semplicit\u00e0 della A2 con lui. \u201cMi ha chiesto di stare fuori dall\u2019arco ad aspettare gli scarichi e tirare da 3 punti tutte le volte che posso. Stop\u201d. Chiuse l\u2019annata col 50% da tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era uno dei suoi capolavori, chiamare ai massimi livelli chi non ci aveva mai giocato. Un\u2019altra operazione simile la fece con Massimo Macaro, che me la raccont\u00f2 cos\u00ec: \u201cQuando mi ha telefonato gli ho risposto che aveva sbagliato numero. Solo lui poteva farmi esordire in A2 alla mia et\u00e0 e incoraggiarmi a tirare\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I nemici del tiro da 3 punti, oggi, lo crocifiggerebbero. Il penetra-e-scarica di Baldinelli prevedeva poco gioco interno e un numero di tentativi da tre punti sempre superiore a quelli da due. Non per nulla uno dei suoi pretoriani era Claudio Scabini, che segnava da tre anche dall&#8217;inferno. Tiravano tutti, anche i teorici lunghi, con una fiducia spaventosa. Ho sempre detto che esistono gli allenatori artisti e gli allenatori artigiani. Alessio era un artista, indipendentemente dal sistema di gioco. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costruiva le sue squadre da solo, seguendo le sue idee di gioco, non amava i direttori sportivi. Un potentissimo procuratore che voleva scavalcarlo gli disse, sprezzante: \u201cTu non hai idea di quanto guadagno io assistendo i miei clienti\u201d. Alessio rispose ridendo: \u201cE tu non sai quanto guadagno io con le assicurazioni\u201d. Non aveva mai voluto abbandonare la sua agenzia, valvola di sicurezza per un mestiere incerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi uomini stravedevano per lui. Una volta smesso di giocare, se allenavano tentavano di riprodurre il suo metodo. Ma come Baldinelli poteva allenare solo Baldinelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ammal\u00f2. Affront\u00f2 il mostro nell\u2019unico modo che conosceva: sorridendo. In punto di morte spos\u00f2 la sua dolce Francesca, vedova precoce. Continu\u00f2 a semplificare tutto, anche l\u2019ultimo respiro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conservo un ricordo bellissimo. Prima di un Osimo-Senigallia al PalaBellini, in B1, gli ultr\u00e0 di Osimo chiesero di parlarmi. \u201cVieni sotto la curva, prima della partita. Sappiamo che eri suo amico\u201d. Andai. Il capo mi lanci\u00f2 da gradinata a campo una sciarpa giallorossa, i colori di Osimo. C\u2019era scritto semplicemente \u201cAlessio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COACHING STYLE Semplicemente Alessio Questo non \u00e8 semplicemente un flash sul pensiero e sui metodi di un allenatore. 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