{"id":2056,"date":"2026-02-27T19:54:44","date_gmt":"2026-02-27T19:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2056"},"modified":"2026-02-27T23:05:03","modified_gmt":"2026-02-27T23:05:03","slug":"bologna-vuoi-mettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2056","title":{"rendered":"Bologna, vuoi mettere?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"106\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/CONTROMANO-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2057\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-2-color has-text-color has-link-color wp-elements-9097c42c347061630cf2135ff509fa4a\"><strong>CONTROMANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Bologna, vuoi mettere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Largo \u00e8 il responsabile del settore giovanile della Virtus Bologna. Non lo conosco di persona, ma percepisco che \u00e8 un entusiasta. Uno che sprizza da tutti i pori un profondo amore per quello che fa. Si vede proprio che \u00e8 animato da passione sincera.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi anni fa lessi una sua intervista. Alla domanda: \u201c<em>Dicono che lavorare coi ragazzi di oggi sia pi\u00f9 difficile. Sono davvero cos\u00ec complicati?<\/em>\u201d, aveva risposto: \u201c<em>Sono semplicemente meno abituati a sentirsi dire in faccia quello che non funziona. Ma se quando glielo dici riesci anche a spiegare le tue ragioni, la vedono in maniera diversa, positiva, e ti ascoltano<\/em>\u201d. All\u2019epoca non allenavo ancora i giovani. Quindi non mi rendevo conto che in quella domanda e in quella riposta erano racchiusi il 50% dei problemi di chi lavora nei settori giovanili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora che ne so molto di pi\u00f9, posso dire che tantissimi giovani non \u00e8 che \u00a0sono \u201cpoco abituati\u201d a sentirsi dire in faccia le cose, proprio non sanno cosa significa. Eseguire un\u2019istruzione o attenersi a una correzione \u00e8 un\u2019esperienza che fanno molto di rado. Sia a scuola sia in famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Di recente ho ascoltato un\u2019altra intervista del bravissimo Mattia, subito dopo la finale della Next Gen. Cup (vinta da imbattuti). Sono rimasto colpito, come dicevo all\u2019inizio, dall\u2019entusiasmo strabordante che trasuda dalle sue parole. Pi\u00f9 che intervista era una dichiarazione d\u2019amore: \u201c<em>I ragazzi che alleno sono una meraviglia, davvero qualcosa di speciale. Allenarli per me \u00e8 una fortuna. Spesso vengono criticati, per quello che \u00e8 il loro mondo attuale. Ma in realt\u00e0 sono soltanto in linea coi tempi e hanno dentro tanto da dare. Non smetter\u00f2 mai di applaudirli\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 tornata in mente la prima intervista, quella di diversi anni fa. Ho ricollegato. E mi sono detto: vecchio mio, non cambi mai. Sei sempre il solito bisbetico, brontolone, bastian contrario a cui non va mai bene niente. Sto \u201ccinno\u201d qua ha 27 anni meno di te, vuoi che non sia carico a pallettoni? O pretendi che a neanche 40 anni veda le cose con cinismo e disincanto come fai tu, pessimista cronico? Prendi esempio, piuttosto. Ho ragionato cos\u00ec giusto un minuto. Poi sono tornato me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Auguro a coach Largo di conservare la sua visione fino a 100 anni. Anzi, gli auguro di essere contagioso e di spargere il suo bellissimo \u201cvirus\u201d tra tutti gli istruttori che incontra. Ma \u201cio so\u201d, come diceva Pasolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Io so cosa vuol dire lavorare nei piccoli settori giovanili. Quelli di provincia. Quelli delle citt\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 storia e tradizione di basket. Quelli che non hanno una prima squadra prestigiosa di riferimento. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io so cosa provano gli allenatori dell\u2019Under 13, quando gli viene consegnato un gruppo in cui 8 su 14 sembrano piccoli lottatori di Sumo e gli altri 6 inciampano pure correndo in linea retta.<\/p>\n\n\n\n<p>So come ragionano i genitori totalmente digiuni di cultura sportiva, che \u201cportano i figli a basket\u201d come se li portassero a Pilates, e non hanno idea di come funziona uno sport agonistico e di squadra.<\/p>\n\n\n\n<p>So che certi 15-16enni (tardissimo, per cominciare!) si svegliano una mattina e dicono: \u201cSai che c\u2019\u00e8? Voglio giocare a basket\u201d, senza aver mai neanche visto una partita. E i dirigenti te li fanno mettere in squadra perch\u00e9 tanto chi se ne frega, per la societ\u00e0 \u00e8 una quota mensile in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione? Io so quanto \u00e8 frustrante dover limitare le spiegazioni a non pi\u00f9 di 10 secondi, perch\u00e9 la soglia dell\u2019attenzione degli adolescenti \u00e8 colata a picco e all\u2019undicesimo secondo si distraggono.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto so cosa significa allenare ragazzi poco reattivi, cloroformizzati dagli smartphone, con gravi problemi motori. O che vengono a fare allenamento senza una \u201cvisione\u201d, senza fame di basket, solo per fare ricreazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Io so quanto mi \u00e8 costato abituarmi a ragazzi che ti dicono non vengo perch\u00e9 vado in gita, vado alla settimana bianca, mi devo fare un tatuaggio, ho il saggio di pianoforte di mia sorella, mi si \u00e8 bucato il motorino, mi hanno spostato una festa di compleanno.<\/p>\n\n\n\n<p>So cosa significa allenare in posti dove i ragazzi non hanno l\u2019esempio visivo dei senior e non hanno idea di cos\u2019\u00e8 un palazzo che ribolle di passione.<\/p>\n\n\n\n<p>E so pure quanto mi costa sentirmi ripetere, in continuazione: devi adeguarti, sono diversi da quelli di una volta, hanno altri codici, altre esigenze, un altro linguaggio, devi usare altri metodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi per\u00f2 c\u2019\u00e8 Bologna. Bologna la grassa, Bologna la dotta. Vuoi mettere Bologna, dove gioca la leggendaria Virtus. Dove sotto i portici di via Ugo Bassi e in piazza Maggiore si parla solo di basket. Dove ci si vede per il caff\u00e8 o l\u2019aperitivo al Roxy Bar prima di andare al basket. Dove si respira basket. Dove tutto \u00e8 basket. Dove i cinni crescono con un sogno e una visione, quella di giocare a basket da professionisti. Magari nella Virtus. E dove gli istruttori hanno trovato le chiavi giuste per comunicare coi giovani di adesso. Ci credo, che le hanno trovate. Hai voglia se ci credo. \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONTROMANO Bologna, vuoi mettere? Mattia Largo \u00e8 il responsabile del settore giovanile della Virtus Bologna. Non lo conosco di persona, ma percepisco che \u00e8 un entusiasta. Uno che sprizza da tutti i pori un profondo amore per quello che fa. Si vede proprio che \u00e8 animato da passione sincera. 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