{"id":2034,"date":"2026-02-27T15:19:30","date_gmt":"2026-02-27T15:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2034"},"modified":"2026-02-27T22:40:46","modified_gmt":"2026-02-27T22:40:46","slug":"giustino-danesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2034","title":{"rendered":"Giustino Danesi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"461\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2-1024x461.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2035\" style=\"width:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2-1024x461.jpeg 1024w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2-300x135.jpeg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2-768x346.jpeg 768w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2-1536x692.jpeg 1536w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/GIUSTINO-2.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-2-color has-text-color has-link-color wp-elements-fd201a7da0fad21e64d051927dd6c8da\"><strong>14 DOMANDE A&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Giustino Danesi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giustino, che dire. Per molti \u00e8 il numero uno dei preparatori atletici in Italia. Io sono tra quelli. Ma io sono di parte: lo conosco da quando aveva 20 anni (lavorava gi\u00e0 in serie B a Campli) e io 29. Sicuramente \u00e8 il pi\u00f9 titolato: nove scudetti, sette Coppe Italia e sette Supercoppe, tutto tra Siena e Milano. Mi prendo pure un piccolo merito in una certa fase della sua carriera: nel 1999, dopo diversi anni da professionista ad alto livello, il dott. Giustino Danesi De Luca aveva lasciato Livorno ed era tornato nella sua Teramo, per lavorare nello studio legale del padre. Scelta di testa, non certo di cuore. Allenavo l\u2019Amatori Pescara in C1, davanti a un piatto di tortellini lo convinsi a venire da noi. Gli si riaccese la scintilla. Da Pescara (e Chieti donne) a Ferrara (promozione in A2), poi Sutor Montegranaro in serie A, poi Siena, parentesi alle Nazionali Giovanili, e infine per 12 stagioni all\u2019Olimpia Milano di Giorgio Armani. Una carriera da sogno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giustino, domanda obbligata: te li ricordi quei tortellini?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cE certo. Ricordo che si trattava di conservare la C1 a Pescara, accettai la tua offerta nel finale di stagione, lavorammo insieme due mesi con grande entusiasmo e professionalit\u00e0 e ci salvammo. Bella esperienza\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immagino che vincere 9 scudetti sia come avere 9 figli, non puoi fare \u201ckapanze\u201d. Ma ce n\u2019\u00e8 uno in particolare che ancora ti mette le vibrazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSicuramente il primo titolo italiano vinto a Siena \u00e8 un ricordo straordinario. Poi il primo con l\u2019Olimpia, allenatore Luca Banchi, quando riportammo lo scudetto a Milano dopo 27 anni. Ma \u00e8 chiaro che sono tutti indimenticabili\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti sanno che la tua preparazione tecnica \u00e8 mostruosa. Ma la differenza poi la fa l\u2019empatia. Quando hai scoperto che avevi un talento innato nell\u2019affascinare le persone e nel farti ascoltare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGrazie del complimento! Oggi ad alto livello, con le regole del business che hanno imposto un aumento incredibile del numero di partite, i Club hanno reagito allargando gli staff. Quindi non solo coi giocatori, ma anche tra tecnici, \u00e8 necessaria una grande capacit\u00e0 di entrare \u2018dentro\u2019 alle persone e di farsi ascoltare, usando molta sensibilit\u00e0. Altrimenti si rischia di non riuscire a portare sul campo le competenze tecniche\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dedichi molto tempo all\u2019aggiornamento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGiocando l\u2019Eurolega l\u2019aggiornamento arriva da s\u00e9, con la continua conoscenza di nuovi giocatori. Molti hanno il loro preparatore personale, o un intero staff che lavora \u2018dietro\u2019 allo staff del Club. Quindi si entra in contatto con microcosmi composti da molti colleghi eccellenti professionisti, coi quali c\u2019\u00e8 uno scambio continuo di opinioni e informazioni. Poi ovviamente ci sono lo studio e i clinic, ai quali mi dedico nella post-season. Io sono co-fondatore della ESCCA (<\/em>NdE: Euroleague Strength and Conditioning Coaches Association<em>), l\u2019associazione dei preparatori fisici di Eurolega, che fa un meeting annuale. In quei tre giorni, che sia Atene, Praga, l\u2019anno scorso a Torino, non ci si limita ai temi specifici delle lezioni, ma ci si immerge h24 in un confronto totale di esperienze\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io ho fatto due anni il vice in A2, tra l\u2019altro non ero pi\u00f9 giovanissimo, e ti confesso che il ritmo&nbsp; allenamenti mattina e pomeriggio &#8211; partite in casa &#8211; partenza il sabato per le trasferte (talvolta con rientro il lunedi all\u2019alba) &#8211; studio dei filmati &#8211; riunioni tecniche di staff e di squadra &#8211; notti passate a montare i video mi creava qualche imbarazzo nella pianificazione della giornata, considerando che qualche volta dovevo anche mangiare e dormire. Sono curioso di sapere come si vive quando a tutto questo si aggiunge, che ne so, una trasferta in Eurolega il mercoledi a Istanbul o a Madrid\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGuarda, da 9 anni a questa parte, ovvero da quando l\u2019Eurolega ha aumentato a dismisura il numero delle partite, i ritmi sono diventati infernali. Siamo oltre il limite della sostenibilit\u00e0 fisica, ma anche psicologica. Capita di giocare 4 partite in nove giorni, viaggiando da un capo all\u2019altro dell\u2019Europa. Personalmente a marzo comincio a svegliarmi la mattina e a non ricordarmi pi\u00f9 dove mi trovo. Per\u00f2 dopo tanti anni subentra anche una certa abitudine a ottimizzare i tempi. Per riuscire a stare sempre sul pezzo, la gestione diventa adrenalinica. E quelle che oggi si chiamano \u2018micro dosi\u2019 di lavoro possono diventare determinanti per una buona performance\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimmi di Giorgio Armani. Com\u2019era a conoscerlo di persona? Cosa ti diceva?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl ricordo che ho del signor Armani \u00e8 straordinario. Ho lavorato 12 anni per l\u2019Olimpia orgoglioso di poter dire che ero un suo dipendente. Ho avuto modo di conoscerne la signorilit\u00e0, era un uomo dai valori etici altissimi. Ci \u00e8 stato sempre molto vicino, nelle occasioni ufficiali o nelle cene magari veniva a sedersi con noi dello staff e sfoderava un grandissimo senso dell\u2019ironia. E\u2019 una persona che ricorder\u00f2 sempre con infinito affetto e gratitudine\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Descrivi con un flash di pochissime parole Simone Pianigiani, Luca Banchi ed Ettore Messina, i tre allenatori italiani pi\u00f9 famosi con cui hai lavorato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSimone: grande capacit\u00e0 gestionale. Ettore E\u2019 la pallacanestro. Personalit\u00e0, storia, carisma, conoscenza, smodata attenzione ai dettagli. Luca: passione ed entusiasmo irrefrenabili. In questo lavoro per me Banchi \u00e8 \u2018il talento\u2019. Un esempio tra i tanti, la inarrivabile capacit\u00e0 di programmazione\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nessuno di questi tre direbbe mai: \u201cQuesta \u00e8 la pallacanestro\u201d, pretendendo di possedere la verit\u00e0 assoluta. Tutti dicono: \u201cQuesta \u00e8 la MIA pallacanestro\u201d. Come si concilia col tuo: \u201cL\u2019atletica \u00e8 una scienza esatta\u201d?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa pallacanestro \u00e8 in continua evoluzione. Tecnicamente il gioco si \u00e8 velocizzato, e questo \u00e8 molto impattante sulla parte fisico-atletica. Se n\u2019\u00e8 discusso molto nell\u2019Nba ultimamente, riguardo al tema degli infortuni ricorrenti. Un basket cos\u00ec veloce, cos\u00ec atletico e quindi cos\u00ec esigente nel richiedere ai giocatori determinate \u2018skills\u2019 richiede che i giocatori abbiano determinate strutture fisiche. Il mio ruolo, ancora una volta, \u00e8 quello di essere flessibile: adeguarmi al metodo di lavoro, alle esigenze del singolo giocatore e alle richieste del capo-allenatore. La parola d\u2019ordine \u00e8 versatilit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E invece il tuo rapporto con i dirigenti? Massimo Faraoni a Livorno, Ferdinando Minucci a Siena e dimmi tu chi dimentico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSono stato molto fortunato, ho avuto figure dirigenziali di altissimo livello per competenza, professionalit\u00e0, etica. Basti l\u2019esempio di Faraoni, che ancora oggi sta facendo un lavoro eccellente in Federazione. Lui ha creato la cosiddetta scuola livornese, contribuendo alla formazione di tantissimi allenatori, preparatori e altre figure professionali, con la sua attenzione, i suoi suggerimenti e la sua presenza quotidiana sul campo. Tutte cose che temo si stiano un po\u2019 perdendo, per le modifiche proprio strutturali all\u2019interno dei Club nel basket di oggi. E\u2019 un vero peccato\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa fai in quelle poche ore al giorno in cui non lavori? La tua passione per il cinema \u00e8 intatta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTutti sanno che ho molti interessi per cos\u00ec dire artistici! Per me l\u2019arte \u00e8 vita, nel senso che ti aiuta a scoprire te stesso. Mi piace molto leggere, ho un bel progetto legato alla lettura insieme ad amici giocatori come Gigi Datome, Bruno Cerella e Pippo Ricci. Cerchiamo di far capire l\u2019importanza che pu\u00f2 avere la lettura nella formazione di un giovane atleta e di un giovane uomo, perch\u00e9 la lettura migliora il nostro linguaggio e fa emergere il nostro senso innato di libert\u00e0. Oltre ai libri tanto cinema e ovviamente musica\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026E organizzi ancora i tuoi celebri meeting per affratellare giocatori che indossano canotte diverse?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Ride). \u201cI meeting purtroppo sono andati scemando con gli anni, per via della drastica riduzione del tempo a disposizione! Ma ti posso assicurare che nelle occasioni in cui ci si incontra, al bancone, una birra con addetti ai lavori o giocatori \u00e8 sempre una splendida occasione per sublimare la fortuna di fare questo lavoro\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ti piace mangiare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMi piace legare il cibo ai miei ricordi e ai miei sentimenti. Vivendo sempre lontano da casa, un maccherone alla chitarra con le pallottine o le \u2018virt\u00f9\u2019 sono i sapori delle mie origini, mentre un goulash con molta cipolla mi porta a Praga che \u00e8 la mia citt\u00e0 di adozione. Non ho un piatto particolare, ma tanti piatti collegati alle mie emozioni\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dove ti vedi tra 10 anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSpero ovunque io sia felice di stare\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 DOMANDE A&#8230; Giustino Danesi Giustino, che dire. Per molti \u00e8 il numero uno dei preparatori atletici in Italia. Io sono tra quelli. Ma io sono di parte: lo conosco da quando aveva 20 anni (lavorava gi\u00e0 in serie B a Campli) e io 29. 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