{"id":2029,"date":"2026-02-27T14:58:50","date_gmt":"2026-02-27T14:58:50","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2029"},"modified":"2026-02-27T20:01:55","modified_gmt":"2026-02-27T20:01:55","slug":"tutto-puo-succedere-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=2029","title":{"rendered":"Tutto pu\u00f2 succedere (2.)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:200px;height:180px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Tutto pu\u00f2 succedere (2.)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Seconda infornata di imprevisti, stranezze e anomalie che possono capitare a livello giovanile. Anzi, non \u201cpossono\u201d capitare: succedono proprio. Come nella prima parte, sono tutti avvenimenti reali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHI VA A ROMA\u2026<\/strong> &#8211; Perde la poltrona! Me lo ripeteva sempre mio padre quando da ragazzino, se mi alzavo da tavola, lui mi nascondeva la sedia. Ora capisci i miei traumi giovanili. Allora: giochi i primi due quarti, c\u2019\u00e8 l\u2019intervallo, vorresti rientrare in spogliatoio, come da prassi. Ma hai fatto male i conti. L\u2019impianto ospita 11-12 discipline diverse. C\u2019\u00e8 il volley, il calcio a 5, il pattinaggio, la ginnastica ritmica, il pugilato, la danza, le freccette, il nuoto all\u2019asciutto, il salto delle pulci ammaestrate e non so quale altra diavoleria. Cos\u00ec non \u00e8 raro che quando rientri alla fine del primo tempo, trovi lo spogliatoio occupato da un\u2019altra squadra. Quando mi \u00e8 successo la prima volta, ero incazzato nero coi miei per come avevamo giocato i primi due quarti e volevo attaccarne qualcuno al muro.&nbsp; Cos\u00ec loro si sono salvati dallo \u201cshampoo\u201d e io ho triplicato l\u2019incazzatura. Per\u00f2 almeno ho capito perch\u00e9 le altre squadre spesso non provano nemmeno a rientrare, il<em> briefing<\/em> di met\u00e0 gara lo fanno direttamente in campo. Basta saperlo, uno si adegua.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GRUPPO VACANZE<\/strong> &#8211; C\u2019\u00e8 un concetto che molti genitori non capiscono manco se gli metti i sottotitoli sulla pagina 777 di Televideo. La partita in trasferta NON E\u2019 una gita turistica. Quella che va a giocare \u00e8 una squadra e come tale deve comportarsi. Quindi ci si trova tutti insieme, nello stesso posto, e si parte tutti insieme, alla stessa ora. Ovviamente il problema si pone perch\u00e9 a livello giovanile c\u2019\u00e8 bisogno della collaborazione dei genitori per andare in trasferta. Ma quella collaborazione te la fanno pagare cara. Qualcuno scopre dentro di s\u00e9 una insospettabile vocazione da Tour Operator: \u201c<em>Andiamo a visitare l\u2019abbazia, poi veniamo al campo<\/em>\u201d. \u201c<em>Partiamo al mattino e pranziamo fuori<\/em>\u201d. \u201c<em>Facciamo un\u2019altra strada, ci facciamo trovare direttamente l\u00ec<\/em>\u201d. Oh, hai voglia a spiegarglielo. Non c\u2019\u00e8 verso. Altri invece sono specialisti nelle variazioni dell\u2019ultimo momento: \u201c<em>Arriviamo con 10 minuti di ritardo\u201d. <\/em>\u201c<em>Passiamo a prendere la zia<\/em>\u201d. \u201c<em>Scusate, non \u00e8 che possiamo partire da piazza Garibaldi anzich\u00e9 da corso Cavour? Ci resta pi\u00f9 comodo<\/em>\u201d. Costruire una mentalit\u00e0 di squadra anche attraverso i dettagli tipo la partenza per le trasferte? Pia illusione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA MAMMA E LA PATRIA<\/strong> &#8211; Quando cominci una partita in 10 e la finisci in 9, pu\u00f2 essere per due motivi. O uno dei tuoi si \u00e8 infortunato, oppure \u00e8 stato espulso. Io per\u00f2 conosco anche una terza eventualit\u00e0: i \u201cmotivi di famiglia\u201d. Non scherzo, mi \u00e8 successo davvero. Stavamo giocando in casa, partita punto a punto. Era il terzo quarto. Di colpo una mamma -degnissima persona, a scanso di equivoci- viene gi\u00f9 dagli spalti, si avvicina alla nostra panchina e comincia a fare ampi gesti al figlio. Sulle prime non me ne accorgo, concentrato come sono su ci\u00f2 che accade in campo. Ma Gigetto (uno dei migliori della squadra, in quel momento per\u00f2 era fuori) viene da me e mi fa: coach, scusa ma me ne devo andare. Strabuzzo gli occhi, incredulo. Poi vedo la signora attaccata al telefono, visibilmente agitata, che continua a chiamare il figlio: <em>\u201cE\u2019 importante, \u00e8 un\u2019emergenza!\u201d.<\/em> A malincuore faccio l\u2019unica cosa possibile, chiamo l\u2019arbitro e gli spiego la situazione. Gigetto viene autorizzato seduta stante a lasciare il campo. Anzi, l\u2019impianto. La mamma \u00e8 come la patria, quando chiama bisogna andare. Vabb\u00e8 se chiama la mamma s\u00ec, sulla patria la penso un po\u2019 diversamente. Ma questo \u00e8 un altro argomento. Ah, la partita? Per fortuna la vincemmo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MA NON SI PARLANO?<\/strong> &#8211; Anni fa allenavo una Under 15. Una mattina, per un problema di orari, in societ\u00e0 mi dicono che devo anticipare l\u2019allenamento di 20 minuti. Subito scrivo sul gruppo Whatsapp della squadra: \u201c<em>Ragazzi oggi ci alleniamo alle 16:40 anzich\u00e9 alle 17. Scusatemi per il poco preavviso, ma me l\u2019hanno comunicato ora<\/em>\u201d. Ingenuamente mi illudo che sia tutto a posto. Invece dopo qualche minuto si scatena l\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Su un altro gruppo, quello dei genitori (ero stato incautamente inserito anche l\u00ec), parte la rivolta delle mamme. \u201c<em>Perch\u00e9 non siamo state avvisate dello spostamento?!\u201d.<\/em> \u201c<em>Come mai l\u2019allenatore ci ha tenuti all\u2019oscuro<\/em>?\u201d. \u201c<em>Le famiglie devono essere avvisate delle variazioni di orario!\u201d.<\/em> <em>\u201cE perch\u00e9 il coach non risponde?\u201d. <\/em>Al primo messaggio lascio perdere. Al secondo pure. Al quinto cominciano a girarmi vorticosamente le balle come le pale di un elicottero. Prendo il telefono e rispondo pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201c<em>Care mamme, non sapevo che voi e i vostri figli non vi rivolgete la parola. Quindi scusate tanto se ho pensato che all\u2019uscita da scuola avrebbero letto il mio messaggio e magari a pranzo vi avrebbero informate. In ogni caso sappiate che se ho scritto a loro e non a voi, \u00e8 perch\u00e9 uno dei miei obiettivi didattici \u00e8 proprio quello di formare soggetti pensanti e autonomi, che non dipendano in tutto e per tutto dai genitori\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni dopo, il direttore sportivo mi comunica che i genitori della squadra Under 15 hanno chiesto un incontro con me. Non so se ti conviene, gli dico, perch\u00e9 a voce gliele canto peggio che per telefono. Invece \u00e8 il caso che lo facciamo, risponde lui, almeno la cosa si chiude. Altrimenti continuano a lamentarsi su Whatsapp fino alla fine della stagione. Bene, e riunione sia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SFIDA ALL\u2019OK. CORRAL<\/strong> &#8211; Quando siamo seduti attorno a un tavolo io e una dozzina di mamme e pap\u00e0, li guardo tutti negli occhi e metto subito le cose in chiaro. \u201c<em>Faccio tre premesse\u201d, <\/em>gli dico.<em> \u201cLa prima \u00e8 che pensavo di allenare l\u2019Under 15, non l\u2019Under 6<\/em>\u201d. E gi\u00e0 sento un pap\u00e0 che bofonchia tra s\u00e9 e s\u00e9: mmm, qui partiamo male\u2026 \u201c<em>Premessa numero due: le persone a cui ho raccontato che avete fatto tutto \u2018sto casino per 20\u2019 di anticipo dell\u2019allenamento si stanno ancora contorcendo dalle risate\u201d<\/em>. Brontolii, sguardi inferociti, tensione. \u201c<em>Terza e ultima premessa\u201d, <\/em>concludo,<em> \u201cnei posti dove ho allenato prima di venire qui i genitori non sapevo nemmeno che faccia avessero. Premesse terminate, ora ditemi pure<\/em>\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrabbiatissimi con me, mi espongono le loro ragioni. Capirai che problemi. Tipo: e se quel giorno per punizione avessi tolto il telefono a mio figlio? Non avrebbe potuto leggere. Oppure: sono io che accompagno mio figlio in palestra, quindi se c\u2019\u00e8 una variazione lei la deve comunicare a me. E via di questo passo. Nessuno e dico nessuno in grado di spiegarmi cosa impedisse ai ragazzi di dire: pap\u00e0 (mamma), oggi devi accompagnarmi all\u2019allenamento 20 minuti prima. Evidentemente il problema dell\u2019incomunicabilit\u00e0 tra adulti e adolescenti \u00e8 proprio grave. E poi il capolavoro: \u201cMio figlio lo gestisco io\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sommato era la considerazione pi\u00f9 sincera. Equivaleva ad ammettere che in fondo si trattava solo della volont\u00e0 di avere tutto sotto controllo. Com\u2019\u00e8 finita? Malissimo. Ai genitori non piacque molto la mia riflessione finale: \u201c<em>Ora mi spiego<\/em> <em>perch\u00e9 in allenamento i ragazzi alla terza spiegazione capiscono al volo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>(2. Fine. Forse).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto pu\u00f2 succedere (2.) Seconda infornata di imprevisti, stranezze e anomalie che possono capitare a livello giovanile. Anzi, non \u201cpossono\u201d capitare: succedono proprio. Come nella prima parte, sono tutti avvenimenti reali. CHI VA A ROMA\u2026 &#8211; Perde la poltrona! 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