{"id":1949,"date":"2026-02-06T01:44:21","date_gmt":"2026-02-06T01:44:21","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1949"},"modified":"2026-02-06T02:04:48","modified_gmt":"2026-02-06T02:04:48","slug":"fabio-fossati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1949","title":{"rendered":"Fabio Fossati"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"207\" height=\"106\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/14-DOMANDE-A-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1950\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-2-color has-text-color has-link-color wp-elements-9afc734de3f9a5207cc69b8c5ccb1bdf\"><strong>14 DOMANDE A&#8230; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Fabio Fossati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il curriculum di Fabio Fossati \u00e8 cos\u00ec lungo che non basta una pergamena egizia per contenerlo tutto. Una dozzina di campionati di serie A da giocatore (Roma, Brescia, Udine, Napoli). Poi top-coach a livello femminile (due scudetti a Schio, uno a Como e quattro supercoppe italiane). Primo allenatore italiano a guidare la Dinamo Mosca (il Club dell\u2019ex-KGB), vincendo una supercoppa russa. Ancora: Commissario Tecnico della Nazionale maschile del Bangladesh e di quelle femminili&nbsp; di Camerun e Svizzera. E infine da 13 anni mental coach certificato presso la RN Academy di Los Angeles. Da mental coach lavora per il Ministero dello Sport ungherese come formatore degli allenatori e ha vinto un\u2019Eurocup con la Virtus Bologna nel 2022. Ah, tra un clinic e l\u2019altro ha trovato il tempo di laurearsi in sociologia e di scrivere tre libri. Oggi \u00e8 docente universitario all\u2019Ateneo di Brescia, Facolt\u00e0 di Scienze Motorie.<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente l\u2019ho conosciuto a fine anni \u201970, quando veniva in vacanza a Giulianova. Abitava in un posto da sogno, un palazzo d\u2019epoca nella parte alta della citt\u00e0 con vista mozzafiato sul mare. La mattina andava in spiaggia, poi veniva al campetto per interminabili pomeriggi di tre contro tre. Sono passati pi\u00f9 di 50 anni, ma non lo diresti mai, vedendolo alla guida della sua Z4 cabrio d\u2019epoca col giubbotto di pelle e la pashmina da play boy.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fabio, ma te le ricordi le partitelle al parco Chico Mendez insieme a Carlo Spillare e a noi ragazzi di Giulianova?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCerto! Giulianova ha significato tanto per me. Ci venivo in vacanza e un\u2019estate avevo Carlo ospite a casa mia. Ricordo anche gli uno contro uno con Charlie Recalcati all\u2019Arena 4 Palme di Roseto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io ho sempre invidiato le persone come te la cui giornata dura 48 ore anzich\u00e9 24. Quindi deciditi una volta per tutte a spiegarmi come si fa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cEh sai, sono brianzolo, terra di canestri e di\u2026 mobilifici! Quando ero bimbo, nell\u2019azienda paterna i miei zii si alzavano alle 5 per preparare la colla per i mobili. Ho preso subito la mentalit\u00e0 di avere giornate molto piene e molto lunghe. Dopo tanti anni sarebbe anche il caso di rallentare, ma finch\u00e9 ce la faccio vado avanti\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A quale delle tue tre \u201cvite\u201d sei pi\u00f9 legato? Giocatore, allenatore o mental coach?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTutt\u2019e tre! C\u2019\u00e8 un filo conduttore che le unisce. Peccato non aver potuto disporre di un mental coach prima di diventarlo io stesso. Se da giocatore e allenatore avessi avuto qualcuno a darmi determinate indicazioni, non solo quelle tecniche, la mia vita sarebbe stata diversa\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimmi la cosa pi\u00f9 importante appresa studiando da mental coach che da giocatore o allenatore non sapevi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo imparato che l\u2019avversario pi\u00f9 difficile da affrontare non \u00e8 quello che trovi sul campo. Ce l\u2019hai dentro di te. E\u2019 soprattutto lui che devi allenarti a battere\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la giocatrice pi\u00f9 forte che hai allenato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNe dico tre. Non voglio fare torti alle giocatrici italiane, ma quelle da cui ho imparato di pi\u00f9 sono tutte straniere. La prima \u00e8 Penny Taylor (<\/em>australiana dagli indimenticabili occhi verdi scudettata a Schio, Nde). <em>Poi Jurgita Streimikyte (<\/em>lituana scudettata a Como, Nde<em>). E infine Cinzia Dos Santos <\/em>(brasiliana, diversi anni in Italia, poi nella WNBA come le altre due, Nde)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E lo scudetto\/Coppa che ti fa ancora venire i brividi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDifficile scegliere, i brividi nella schiena me li provoca tutto quel periodo straordinariamente ricco di risultati e di emozioni. Mi piace ricordare che Schio con me ha vinto il primo scudetto della sua storia\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fammi un quintettone di tuoi ex-compagni di squadra, americani compresi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPlaymaker Stan Pietkiewicz. Da guardia qualcuno forse si sorprender\u00e0 ma metto Maurizio Tomassi, giocatore strepitoso che ha raccolto meno di quello che meritava. Ala piccola Marco Solfrini. Numero 4 Dave Sorenson. Centro chi se non Bill Laimbeer. Anche se non piaceva a nessuno perch\u00e9 com\u2019\u00e8 noto era rissoso e cattivissimo! &nbsp;<\/em>(Nde: di Tomassi in quintetto sicuramente non si stupiranno a Palestrina)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valerio Bianchini, che ti ha allenato a Roma, dice di te: \u201cDa giocatore gi\u00e0 si intuiva che Fabio avrebbe fatto il \u2018playmaker\u2019 anche nella vita\u201d. Pensi anche tu che sia un fatto di predisposizione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuando mi parli di Bianchini tiri fuori l\u2019uomo a cui devo tutto. Mi ha fatto fare il salto di qualit\u00e0 decisivo, per me \u00e8 stato un allenatore, un fratello maggiore e un maestro di vita. Permettimi per\u00f2 di ricordare anche il mio primo allenatore, si chiamava Pierangelo Trabattoni e si \u00e8 sorbito tutte le mie paturnie quando ero ragazzo. Se fare il \u2018playmaker\u2019 anche fuori dal campo sia un fatto di predisposizione non lo so. Io sicuramente ero predisposto all\u2019insegnamento, ed \u00e8 quello che faccio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto contano in percentuale per un allenatore la tecnica, la tattica e la capacit\u00e0 di motivare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa preparazione e la competenza tecnica ovviamente sono la base. Ma saper motivare \u00e8 altrettanto importante. La chiave \u00e8: non posso trasmettere ai giocatori le \u2018mie\u2019 motivazioni. Devo creare le condizioni perch\u00e9 il giocatore possa trovare le sue, inseguire i suoi sogni e i suoi obiettivi. Sotto questo aspetto il rapporto allenatore-giocatore pu\u00f2 diventare addirittura pi\u00f9 importante della tecnica. Non si tratta di \u2018amicizia\u2019, ma di collaborazione. Tutti i pi\u00f9 grandi allenatori eccellono in questo aspetto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In campo hai mai fatto trash talking?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCon gli avversari mai. Solo con gli arbitri. Nin\u00ec Ardito mi diceva sempre \u201cUh\u00e0a, Fabbio, e nun me scass\u00e0 o cazz\u2019!\u201d. Con gli avversari no, grande rispetto. Anche se il mio amicone Dino Meneghin mi ha raccontato che quando scherzava con qualche compagno di Nazionale &nbsp;gli diceva: \u201cHey, guarda che ti metto 20 piccoli Fossati nel letto!\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sparami tre cose da mangiare irrinunciabili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPesce. Gelati. Pizza margherita\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimostri 15 anni di meno, continui sempre a fare stragi di cuori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo gi\u00e0 dato! Le stragi le ho fatte da giovane, ora non mi passa neanche per l\u2019anticamera del cervello. Sono un padre di famiglia e sono pure nonno! Mia moglie Gloria \u00e8 stata molto importante per me, ha cambiato profondamente la mia vita lavorativa e quella di relazione\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimmi almeno come dev\u2019essere la tua donna ideale\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIntanto\u2026 bella! Ma soprattutto forte. Quando allenavo la femminile, le mie giocatrici mi hanno insegnato come si fa a vincere. Da allora non ho mai smesso di enfatizzare il ruolo della donna, nello sport e nella vita. Noi maschietti chiss\u00e0 perch\u00e9 quando abbiamo un problema andiamo sempre a piangere sulla spalla di una donna. E\u2019 il mondo che va in questa direzione, le donne gi\u00e0 oggi occupano molti posti di responsabilit\u00e0. Si, forte e che sappia comprendere\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale sar\u00e0 la tua quarta vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTirer\u00f2 le somme! Pensa che la sera prima di dormire dico sempre una preghierina a James Naismith. Suona cos\u00ec: caro Jim, grazie per aver inventato il basket, altrimenti avrei passato la vita nel mobilificio di mio padre anzich\u00e9 sul campo. Quello che mi sta veramente a cuore adesso \u00e8 mettere a disposizione degli altri le mie conoscenze. Io sono soddisfattissimo della mia carriera. Ma ti ripeto, se da giocatore e da allenatore avessi avuto il supporto di un mental &nbsp;coach, a quest\u2019ora invece di star qui a parlare con te sarei a giocare a golf alle Seychelles, ricco sfondato!\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 DOMANDE A&#8230; Fabio Fossati Il curriculum di Fabio Fossati \u00e8 cos\u00ec lungo che non basta una pergamena egizia per contenerlo tutto. Una dozzina di campionati di serie A da giocatore (Roma, Brescia, Udine, Napoli). Poi top-coach a livello femminile (due scudetti a Schio, uno a Como e quattro supercoppe italiane). 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