{"id":1860,"date":"2026-01-20T22:55:16","date_gmt":"2026-01-20T22:55:16","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1860"},"modified":"2026-01-22T08:52:59","modified_gmt":"2026-01-22T08:52:59","slug":"quante-botte-quella-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1860","title":{"rendered":"Quante botte quella notte"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"263\" height=\"118\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/flashback_2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1861\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-zakra-color-2-color has-text-color has-link-color wp-elements-f37931841453f3f3e697c5a9ba251c27\"><strong>FLASHBACK<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Quante botte quella notte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un\u2019aria strana, la si percepiva a pelle. Un\u2019atmosfera di quelle che non promettono niente di buono. La partita ormai era andata: a meno di un minuto dalla fine Indiana conduceva 97-82 su Detroit, roba da mamma butta la pasta. Ma in campo c\u2019era qualche conto da regolare che andava al di l\u00e0 del punteggio. Un paio di possessi prima del fattaccio Ron Artest, ala degli Indiana Pacers, l\u2019aveva giurata a Ben Wallace, centro dei Detroit Pistons: \u201c<em>I kill you<\/em>\u201d. L\u2019occasione buona arriv\u00f2 quando mancavano solo 46 secondi. Wallace si apprestava a un facile appoggio da sotto, Artest gli piomb\u00f2 addosso e lo colp\u00ec con un violento schiaffo alla nuca. Furioso per il fallaccio, Wallace reag\u00ec. E da quel momento in poi si scaten\u00f2 l\u2019inferno, passato alla storia come \u201cMalice at the Palace\u201d (Malvagit\u00e0 al Palazzo). La rissa pi\u00f9 clamorosa, violenta e spettacolare di tutta la storia dell\u2019Nba.<\/p>\n\n\n\n<p>BAD BOYS &#8211; Era il 19 novembre 2004. Si giocava al Palace di Auburn Hills, in quel periodo casa dei Detroit Pistons. Era l\u2019epoca dei famigerati \u201c<em>bad boys<\/em>\u201d: se c\u2019era da giocare duro i Pistons, campioni Nba in carica, non si tiravano mai indietro. Men che meno se c\u2019era da fare a cazzotti. I primi giocatori a intervenire lo fecero per separare Artest e Wallace. Ma ben presto si fiondarono in campo anche i componenti delle due panchine. E fu bagarre totale. Per un minuto e mezzo volarono calci e pugni, in un caotico tutti-contro-tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>RILASSATO &#8211; Quando il polverone finalmente si dirad\u00f2, apparve questa scena: Ron Artest, colui che aveva scatenato il casino, era curiosamente sdraiato sul tavolo degli ufficiali di campo. Tutti si chiedevano cosa diavolo ci facesse l\u00ec. Il mistero fu svelato in seguito da Donnie Walsh, presidente dei Pacers: \u201c<em>Ron stava applicando una tecnica di rilassamento, che i suoi terapisti gli avevano insegnato per dominare la rabbia<\/em>\u201d. Sdraiato. Sul tavolo. Nel frattempo, mentre lui provava a calmarsi, il commentatore televisivo Mark Boyle gli metteva il microfono sotto il naso tentando di intervistarlo. Di l\u00ec a poco se ne sarebbe pentito amaramente.<\/p>\n\n\n\n<p>DAL CAMPO AGLI SPALTI &#8211; L\u2019unico che non si calmava era Wallace, pi\u00f9 che mai deciso a vendicarsi di Artest. Cos\u00ec, divincolandosi dai compagni che tentavano di bloccarlo, Wallace fu di nuovo addosso ad Artest e gli tir\u00f2 un asciugamano. Artest lo schiv\u00f2, ma un decimo di secondo dopo fu colpito in pieno petto da un bicchiere di plastica pieno di Coca-Cola. Il bicchiere di Coca era stato lanciato da uno spettatore, tale John Green. Apriti cielo. Tutte le tecniche di rilassamento andarono di colpo a puttane. Il povero Artest, che si era impegnato tanto a calmare i nervi, si incazz\u00f2 da capo come un lupo tibetano. Detto fatto, salt\u00f2 gi\u00f9 dal tavolo e si lanci\u00f2 sugli spalti a caccia del tifoso. Ma nel farlo calpest\u00f2 accidentalmente il telecronista, che era sempre l\u00ec in mezzo ai piedi, e gli caus\u00f2 la frattura di 5 vertebre. Vedi che significa provare a intervistare chi sta facendo a botte. Artest dunque sal\u00ec in tribuna come una furia, ma\u2026 sbagli\u00f2 clamorosamente bersaglio. Invece di John Green, afferr\u00f2 un malcapitato di nome Michael Ryan, che non c\u2019entrava niente, lo scambi\u00f2 per quello che gli aveva tirato il bicchiere e cominci\u00f2 a pestarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>FUORI CONTROLLO &#8211; Il pessimo esempio di Artest fu seguito dal suo compagno di squadra Stephen Jackson, che sal\u00ec anche lui sugli spalti a menare le mani. Un altro tifoso, in seguito identificato come Bill Paulson, tir\u00f2 anche lui un drink in faccia ad Artest. Immediatamente, Jackson lo stese con un tremendo destro in piena faccia. La situazione era ormai fuori controllo, nonostante gli staff di tutt\u2019e due le squadre e gli addetti alla sicurezza provassero a sedare la seconda fase della rissa.<\/p>\n\n\n\n<p>RISARCIMENTO &#8211; Le ostilit\u00e0 si spostarono di nuovo sul parquet. I giocatori di Indiana tentavano di guadagnare gli spogliatoi, i tifosi dei Pistons li inseguivano o gli si paravano davanti. Ne segu\u00ec l\u2019ennesima scazzottata, nella quale i tifosi ebbero inevitabilmente la peggio: 9 feriti, di cui due ricoverati in ospedale. Provate voi a mettervi contro quei marcantoni neri da 110 chili di muscoli.&nbsp; Tra i tifosi che le presero, c\u2019era un certo Charlie Haddad. Era gi\u00e0 noto alla Security per aver dichiarato pi\u00f9 volte che avrebbe cercato lo scontro con qualche giocatore, per poi chiedere un risarcimento. C\u2019\u00e8 un tizio, nella citt\u00e0 dove abito, che fa lo stesso buttandosi apposta sotto le macchine.<\/p>\n\n\n\n<p>POLIZIA &nbsp;&#8211; Mentre gli Indiana Pacers rientravano nel tunnel, dagli spalti continuavano a piovere oggetti, bevande e anche una sedia. Chuck Persons, allenatore di Indiana, comment\u00f2: \u201c<em>Sembrava di essere gladiatori nell\u2019arena alle prese coi leoni<\/em>\u201d. In tribuna, donne e bambini piangevano per la paura. Arriv\u00f2 la Polizia di Auburn Hills, che minacci\u00f2 di arrestare chiunque tra il pubblico non avesse abbandonato immediatamente l\u2019impianto. Gli ultimi 46\u201d di gioco non furono mai disputati, la partita venne omologata col risultato di 82-97. Dopo aver brevemente visionato il filmato, gli agenti fecero irruzione negli spogliatoi per arrestare Ron Artest. Ma i Pacers lo fecero salire sul pullman e si rifiutarono di consegnarlo. Artest chiese all\u2019amico Jackson: \u201c<em>Steph, pensi che ci siamo messi nei guai<\/em>?\u201d. Jackson: \u201c<em>E\u2019 gi\u00e0 tanto se avremo ancora un lavoro<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>MULTE E SQUALIFICHE &#8211; Ron Artest fu squalificato per tutto il resto della regular season pi\u00f9 i playoff, ovvero 86 partite. In pi\u00f9, perse quasi 5 milioni di dollari di stipendio. Altre squalifiche memorabili: Jackson 30 giornate di campionato, O\u2019Neal 15 giornate. Le multe raggiunsero in totale gli 11 milioni di dollari. I giocatori accusati di aggressione furono condannati a un anno di libert\u00e0 vigilata e servizi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>I TIFOSI &#8211; A John Green, il lanciatore di Coca-Cola, e Charlie Haddad, il cacciatore di risarcimenti, fu revocato l\u2019abbonamento alle partite dei Pistons. Anche per i tifosi fioccarono le condanne a uno o due anni di libert\u00e0 vigilata. Green, pregiudicato, risult\u00f2 avere svariati precedenti penali per contraffazione, guida in stato di ubriachezza e occultamento di armi. Su \u201cMalice at the Palace\u201d la rete Netflix ha realizzato un docufilm. Vado a guardarmelo. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FLASHBACK Quante botte quella notte C\u2019era un\u2019aria strana, la si percepiva a pelle. Un\u2019atmosfera di quelle che non promettono niente di buono. La partita ormai era andata: a meno di un minuto dalla fine Indiana conduceva 97-82 su Detroit, roba da mamma butta la pasta. 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