{"id":1669,"date":"2025-11-28T12:20:58","date_gmt":"2025-11-28T12:20:58","guid":{"rendered":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1669"},"modified":"2025-11-30T14:01:03","modified_gmt":"2025-11-30T14:01:03","slug":"the-new-disorder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glistranisietevoi.it\/?p=1669","title":{"rendered":"The New (dis)Order"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"352\" src=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-335\" style=\"object-fit:cover;width:280px;height:280px\" srcset=\"https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo.jpg 352w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-300x300.jpg 300w, https:\/\/glistranisietevoi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/FB-imm-profilo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>PUNTI DI VISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>The New (dis)Order<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si parla tanto di Nuovo Ordine Mondiale. Nel basket invece si fa strada un nuovo disordine. A Milano Ettore Messina saluta e se ne va (dalla panchina, non dalla scrivania). A Belgrado si dimette Zelimir Obradovic. Due gran sacerdoti della nostra religione laica, a pochi giorni l\u2019uno dall\u2019altro. E c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, in questa zuppa a pi\u00f9 ingredienti. Il razzismo duro a morire, l\u2019embargo a Cuba. E poi, passando dal sacro al profano, i grandi \u201ccucadores\u201d e&nbsp; i bambini che piangono se l\u2019Italia perde. I pensieri d\u2019altra parte sono fatti cos\u00ec. Si accavallano.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>MESSINA E LA LUCE <\/strong>&#8211; Non faccio l\u2019indovino, quindi per capire cosa ha spinto Ettore Messina a dimettersi da allenatore di Milano devo attenermi a quello che dice lui. \u201cEro diventato un fattore di divisione\u201d, ha scritto il coach, \u201cogni cosa si trasformava nell\u2019apertura di un referendum pro o contro di me. Questo era fonte di grande tensione per me e di danno per la squadra\u201d. Immagino che il disagio provato da Ettore sia stato qualcosa di potente: per un \u201cego\u201d cos\u00ec ipertrofico, le dimissioni di regola non sono un\u2019opzione. Ora parlo da scolaretto. Nell\u2019arco di 40 anni ho seguito le lezioni di decine e decine di allenatori, tra i migliori al mondo. Nessuno, e dico nessuno, ti apre la testa e ci infila dentro i concetti come fa lui. Quando parla Messina, la cosa che viene sempre da pensare ai comuni mortali \u00e8: cazzo, ma \u00e8 vero!, \u00e8 esattamente come dice lui. Ettore ha fatto 66, ha avuto una carriera lunga come non so cosa e ha vinto e stravinto dappertutto, dal Manzanarre al Reno. In pi\u00f9, da Milano non andr\u00e0 via ma conserver\u00e0 le sue mansioni di dirigente. Una vocina mi suggerisce che questa potrebbe essere stata la sua \u201clast dance\u201d. Lo so per esperienza e non parlo solo di basket: la luce non va via gradatamente, si spegne di colpo. Puf.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OBRADOVIC E LE VENE <\/strong>&#8211; La prima immagine che viene in mente di Zeliko \u00e8 questa: rosso paonazzo, con le vene del collo gonfie, che sacramenta in inglese (o magari in serbo, visto che era tornato al Partizan) un misto di tremende cazziate e di indicazioni tecniche precise. Obradovic vive la sua professione da intollerante agli errori. Nei timeout non parla, ruggisce come Braveheart in battaglia. Un modo di allenare che consuma, logora il sistema nervoso, fa schizzare in alto la pressione. Nella sua dichiarazione post-dimissioni, rispetto a Messina \u00e8 stato pi\u00f9 criptico: \u201cHo dovuto assumermi la responsabilit\u00e0 di tutte le cose brutte accadute in questa stagione\u201d. Ha dovuto. Intanto il Club ha respinto le dimissioni, incurante del fatto che lui le avesse dichiarate \u201cirrevocabili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCIACALLI <\/strong>&#8211; Messina 66, Obradovic 65, giusto come nota statistica. C\u2019\u00e8 anche chi passa i 70 e continua ad allenare senza problemi, dipende da come la vivi. Per\u00f2 allenare \u00e8 usurante, questo \u00e8 un fatto. Quello che non si consuma mai \u00e8 la fame di carogne degli sciacalli. Sui social \u00e8 tutto un tripudio di nullit\u00e0 viventi che ruttano veleno sui due monumenti, a suon di \u201cera ora\u201d e di \u201csi stanno estinguendo i dinosauri\u201d. Gente senza cultura, senza dignit\u00e0, senza onore, senza niente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NIENTE NOMI <\/strong>&#8211; In questo caso non faccio nomi. Questa non \u00e8 una testata giornalistica, quindi non ha doveri di informazione completa. E\u2019 il mio Blog, e in quanto tale ci scrivo quello che mi pare (come se i giornali non facessero altrettanto\u2026). C\u2019\u00e8 un altro allenatore che in questi giorni si \u00e8 dimesso, a livelli molto pi\u00f9 bassi di Messina e Obradovic. Ha scritto un comunicato garbato, ma chiaro: non me ne vado per i risultati o per la classifica, ma perch\u00e9 la situazione che si \u00e8 creata mi impedisce di lavorare bene, ovvero di allenare la squadra al completo. A qualcuno dovrebbero fischiare le orecchie. Invece vigliacco se ce ne fosse uno che ha capito il senso del discorso. Non \u00e8 importante di che squadra si tratta o chi \u00e8 l\u2019allenatore. E\u2019 importante che chi allena DEVE essere messo in condizione di lavorare. Invece gli fanno fare l\u2019agnello sacrificale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA FINALE DEI NEGRI<\/strong> &#8211; Stati Uniti, 1966. Sulla carta, la segregazione razziale era stata abolita due anni prima. Ma il razzismo era difficile da estirpare, nel paese della libert\u00e0 e della democrazia (pi\u00f9 ironico di cos\u00ec non mi viene). Quell\u2019anno la finale del campionato Ncaa vedeva di fronte Kentucky, super favorita, e la sorpresa Texas Western. Incredibilmente vinse Texas, che aveva una particolarit\u00e0: quintetto composto interamente da giocatori di colore, mentre quelli di Kentucky erano tutti bianchi. La celebre rivista Sport Illustrated scrisse: \u201cLa \u2018finale dei negri\u2019 \u00e8 stata un evento straordinario, ma il Paese l\u2019ha vissuta come una vergogna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CUBA VIETATA<\/strong> &#8211; Restiamo in tema di United States. Giovedi 24 a L\u2019Avana si \u00e8 giocata Cuba-Argentina, valida per le qualificazioni ai Mondiali. Che c\u2019entrano gli Usa? Semplice: l\u2019allenatore dell\u2019Argentina Pablo Prigioni e il suo assistente Herman Mandole, entrambi vecchie conoscenze del basket italiano, non sono potuti andare con la squadra. Se fossero entrati a Cuba, gli sarebbe stato annullato il visto per tornare negli Stati Uniti, dove entrambi risiedono abitualmente e lavorano con squadre di Club. E\u2019 cos\u00ec che ragiona la \u201cgrande repubblica stellata\u201d, come la chiamava mio zio d\u2019America. Vuoi andare a Cuba? Vai, vai pure. Ma poi qui non ci torni. Il paese della libert\u00e0 e della democra\u2026 ah, l\u2019avevo gi\u00e0 detto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INIMITABILE CIV <\/strong>&#8211; Mi rimproverano perch\u00e9 per ben tre volte la rubrica \u201cE per finire\u2026\u201d si \u00e8 occupata di come cuccano con facilit\u00e0 i calciatori. Calunnia: erano solo due. Antonio Cassano e Bobo Vieri. La terza riguardava Chuck Jura, che notoriamente non era un calciatore. Ma le ragazze gli cadevano nel piatto lo stesso, senza neanche doversi sforzare. Negli anni di Jura, per\u00f2, quello che andava pi\u00f9 forte col \u201cgentil\u201d (ma va?) sesso era John Fultz. Lo raccontava Gianfranco Civolani, col suo stile inimitabile. Ricordo un\u2019intervista su Giganti: \u201cQuante donne hai?\u201d. \u201cChe te ne frega?\u201d. \u201cVorrei chiederti se le ragazze che ti girano attorno sono poche o molte\u201d. \u201cSono quelle che bastano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL SECONDO PIU\u2019 FORTE <\/strong>&#8211; Adriano Panatta \u00e8 stato il secondo tennista italiano pi\u00f9 forte di tutti i tempi. Il primo? Ovviamente Sinner. Sul campo. Fuori dal campo, Adriano ha toccato vette che\u00a0 quell\u2019altro pu\u00f2 solo sognare. Sto andando di palo in frasca? Mica vero. Rileggete appena sopra, l\u2019argomento \u00e8 quello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>APPASSIONATI <\/strong>&#8211; A proposito: i (le) fans di Sinner mi ricordano un po\u2019 quei genitori che seguono il basket perch\u00e9 hanno un figlio che gioca. Non sono appassionati di basket, sono appassionati di loro figlio. Uguale. Quando Jannik smetter\u00e0, i suoi adoratori non guarderanno pi\u00f9 una partita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL NOBEL PER L\u2019IDIOZIA <\/strong>&#8211; Credevo che la cazzata pi\u00f9 grossa fosse quella di Bocchino. Non Antonio, l\u2019allenatore. Italo, il politico. Ha avuto il coraggio di dire: la sconfitta della Nazionale di calcio \u00e8 colpa della sinistra, che ha distrutto lo spirito patriottico. Ma ce n\u2019\u00e8 una ancora pi\u00f9 stupida: \u201cLa Nazionale deve qualificarsi perch\u00e9 ci sono bambini che non hanno mai visto l\u2019Italia partecipare ai Mondiali\u201d. Non so chi l\u2019abbia detto, probabilmente qualche fanatico del <em>politically correct<\/em>. O forse uno di quelli che passano la vita a ubbidire ai figli e se fosse per loro lascerebbero ai bambini il controllo della Nazione. Mi ricorda quel pap\u00e0 che dopo una sconfitta inveiva contro i giocatori: \u201cMio figlio sta piangendo per colpa vostra!\u201d. Te l\u2019immagini Gattuso che per motivare i suoi dice: \u201cDobbiamo vincere, senn\u00f2 i bambini italiani piangeranno\u2026 facciamo piangere i bambini norvegesi!\u201d. Nobel per l\u2019idiozia.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PUNTI DI VISTA The New (dis)Order Si parla tanto di Nuovo Ordine Mondiale. Nel basket invece si fa strada un nuovo disordine. A Milano Ettore Messina saluta e se ne va (dalla panchina, non dalla scrivania). A Belgrado si dimette Zelimir Obradovic. Due gran sacerdoti della nostra religione laica, a pochi giorni l\u2019uno dall\u2019altro. 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